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SAN MARCO IN LAMIS – Ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B? A guardare la gestione degli spazi pubblici nel nostro Comune, sembrerebbe proprio di sì. I soci dell’Auser di San Marco in Lamis hanno deciso di non tacere più davanti a un trattamento che definire ingiusto è un eufemismo.

Due pesi e due misure: tra palestre “calde” e “ghiacciate”.
La denuncia è chiara e amara: mentre alcune associazioni, vicine all’amministrazione comunale, godono di locali riscaldati e accoglienti, i soci Auser sono stati relegati in una palestra ghiacciata. Tre gruppi di signore, per circa un centinaio di unità, che fanno posturale, ginnastica dolce in gravidanza, danza e Zumba costrette a vestirsi dalla testa ai piedi ed indossare giubbini e cappelli per fare un po’ di attività fisica. Possibile?
“Nonostante tutto, noi andiamo avanti,” dichiarano i rappresentanti dell’associazione. “Muniti di cappotti e pellicce, non ci fermiamo. Non vogliamo darla vinta a chi, invece di pensare al bene della comunità, alimenta dissidi e disparità tra chi cerca solo di offrire un’alternativa al nulla assoluto che regna in città. Chi è causa di questi disguidi ha l’obbligo di dimettersi da qualsivoglia incarico pubblico“.
Colpire l’Auser significa colpire i cittadini.
Quello che l’Amministrazione sembra ignorare è il valore sociale di queste attività. Colpire l’Auser non significa fare un torto a una sigla, ma ferire donne, ragazzi, nonne e nonni. Persone che hanno un’unica “colpa”: il desiderio di stare insieme, fare attività fisica e prendersi cura del proprio benessere psico-fisico.
L’invito provocatorio al Sindaco.
I soci dell’Auser non si limitano alla protesta, ma lanciano una sfida aperta al Sindaco Michele Merla, alla Preside e a tutta l’Amministrazione:
”Venite a fare ginnastica con noi. Sentite sulla vostra pelle quanti gradi ci sono in quella palestra. Unico consiglio: se venite, portatevi le stufette da casa, perché qui il freddo è l’unica cosa che non manca mai.”
Il mistero della Palestra del Centro Anziani.
L’articolo si chiude con un interrogativo che attende risposta da ben due anni: perché la Palestra del Centro Anziani resta chiusa e non viene messa a bando?
Si tratta di un bene pubblico, realizzato con i soldi della collettività, che rischia di cadere a pezzi per l’incuria e il disuso. Per quale motivo? L’Auser ne ha chiesto ufficialmente la gestione per restituirla alla città, ma dal Comune e dal Consorzio Sociale dei 4 comuni del territorio regna il silenzio.
Noi non molliamo. Resta una domanda: la politica locale, tutta, ovvero maggioranza ed opposizione, è al servizio dei cittadini o solo di alcuni di essi?
