San Marco in Lamis si risveglia nel pieno di una tempesta politica che anticipa di mesi, se non di un anno, il fervore della campagna elettorale. Quella che era iniziata come un’indiscrezione digitale, lanciata dalle testate social “San Marco ai Sammarchesi“ e “SanMarcoNews.it“, ha trovato conferma: Angelo Ianzano, figura nota tanto per il suo impegno professionale come infermiere quanto per la sua esperienza amministrativa, è il primo candidato ufficiale alla carica di Sindaco. Senza se e senza ma.
Il “fenomeno Ianzano”: una candidatura che rompe gli schemi.
Ciò che colpisce non è solo l’ufficialità del nome, ma l’ondata di entusiasmo che ha travolto i social network. Migliaia di interazioni positive segnalano che la proposta di Ianzano intercetta un desiderio di cambiamento o, forse, di una sintesi nuova.
L’aspetto più interessante della sua discesa in campo è la natura della coalizione che lo sostiene. Ianzano sembra essere riuscito in un’impresa che oggi appare rara nel panorama politico nazionale: unire gli opposti. Sotto il suo vessillo si starebbero raccogliendo liste civiche moderate e formazioni che vanno da Sinistra Italiana e il PSI fino a Fratelli d’Italia, passando per movimenti locali come Ricominciamo e La Svolta. Un “campo larghissimo” di matrice civica che punta tutto sulla competenza e sulla conoscenza del territorio, mettendo in secondo piano le etichette di partito.
La difesa del Palazzo: Michele Merla e la coalizione civico-democratica.

Dall’altra parte della barricata troviamo il Sindaco uscente, Michele Merla. La sua non è una posizione di semplice attesa: Merla si ripresenta forte di un’alleanza consolidata a guida Partito Democratico.
La sua coalizione cerca di blindare il voto dell’area progressista e cattolica, contando sul supporto di figure vicine all’On. Angelo Cera (nonostante le smentite di entrambi) e a quel mondo dell’associazionismo di sinistra che storicamente rappresenta il cuore pulsante della partecipazione cittadina. Per Merla, la sfida sarà quella di rivendicare il lavoro svolto, cercando di compattare un fronte che deve però guardarsi dalle “fughe in avanti” verso il polo di Ianzano.

L’incognita De Giovanni e il terremoto nel centro-destra.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la posizione di Sacha De Giovanni. Ex assessore della giunta Merla, De Giovanni rappresenta il punto di rottura interno alla maggioranza uscente. Il suo strappo ha creato un’opportunità per Forza Italia e alcune liste civiche di area, che vedrebbero in lui l’uomo giusto per scardinare gli equilibri attuali. La sua candidatura, se confermata, renderebbe la competizione una partita a tre (o più) giocatori, dove ogni punto percentuale potrebbe risultare decisivo per una eventuale vittoria.
Un futuro ancora da scrivere.
Nonostante il fermento, il condizionale resta l’unico tempo verbale ammesso. La politica sammarchese ci ha abituati a colpi di scena dell’ultimo minuto e le trattative sottotraccia sono solo all’inizio. A rendere tutto ancora più incerto è l’incognita sul cronoprogramma elettorale. La città attende di sapere se si voterà a ottobre 2026 o se la scadenza naturale slitterà a maggio 2027.
Questi mesi supplementari potrebbero servire a Ianzano per consolidare il suo vasto fronte, a Merla per ricucire i rapporti con i delusi, o a De Giovanni per strutturare una proposta alternativa credibile. Quel che è certo è che San Marco in Lamis è diventata, oggi, un laboratorio politico da osservare con estrema attenzione.
