SAN GIOVANNI ROTONDO – Un attacco frontale, durissimo, che scuote le fondamenta della politica locale. Mimmo Longo, Vice commissario provinciale dell’UDC, rompe il silenzio e lancia un guanto di sfida che punta dritto ai vertici della coalizione. L’accusa è pesante: tentativo di “scippo politico”.
”Un vero e proprio furto d’identità”.
Secondo Longo, quello che sta accadendo a San Giovanni Rotondo non è un semplice rimpasto o una dinamica di partito, ma un’operazione orchestrata da soggetti che non avrebbero il diritto di rappresentare l’area conservatrice.
”Questi soggetti, che oggi albergano in Fratelli d’Italia e in Forza Italia, sono dei veri e propri ladri di una coalizione che non gli appartiene,” dichiara Longo senza mezzi termini.
L’affondo del Vice commissario UDC è rivolto a chi, a suo dire, starebbe occupando poltrone e simboli senza averne la legittimità storica o morale. Il riferimento è a una lista di nomi che Longo dichiara di poter “elencare uno per uno”, accusandoli di anteporre gli interessi personali alla storia politica del territorio.
La battaglia arriva fino a Roma.
L’UDC non sembra intenzionata a restare a guardare. La linea dettata da Longo è quella della tolleranza zero. La strategia per difendere il centro-destra si articolerà su due fronti:
- Denuncia totale: un’azione che colpirà a tutti i livelli istituzionali, senza sconti per nessuno.
- Appello ai vertici nazionali: il caso San Giovanni Rotondo varcherà i confini provinciali per arrivare direttamente a Roma, con l’obiettivo di smascherare quella che viene definita “un’operazione di puro opportunismo”.
”Meriterebbero di restare a casa”.
Il finale del comunicato è una dichiarazione di guerra politica. Longo sottolinea la necessità di difendere la dignità di un’area politica che non può essere “rubata” da chi, secondo la sua visione, dovrebbe trovarsi fuori dai giochi della politica attiva.
”La battaglia è appena iniziata,” conclude Longo. E il clima politico a San Giovanni Rotondo si fa improvvisamente rovente.
