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Accolto il ricorso dei soci esclusi: dubbi su quorum e regole elettorali, nuova udienza il 5 maggio. Interessati anche i soci di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Rignano Garganico.
SAN GIOVANNI ROTONDO – Colpo di scena nella governance della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo. Il Tribunale di Bari ha disposto la sospensione delle elezioni per il rinnovo degli organi sociali, bloccando di fatto l’assemblea ordinaria prevista per il prossimo 30 aprile 2026.
Il provvedimento, firmato dalla giudice Roberta Moramarco, accoglie il ricorso presentato da un gruppo di soci e candidati esclusi dalla competizione elettorale, sollevando dubbi sulla regolarità dell’intero procedimento.
Al centro della vicenda vi sono alcune presunte irregolarità nella gestione delle procedure elettorali interne alla banca. In particolare, i ricorrenti contestano l’incertezza sul quorum richiesto, con un regolamento che avrebbe indicato soglie diverse (15% e 20%), poi applicando quella più elevata. Viene inoltre messa in discussione la legittimità dell’innalzamento al 20%, che non risulterebbe supportato da una delibera assembleare valida, così come le criticità operative legate a una modulistica modificata più volte e resa definitiva solo a ridosso della scadenza.
I numeri raccontano bene la controversia: la lista esclusa aveva raccolto 363 firme, di cui 341 ritenute valide, a fronte di un quorum fissato dalla banca a 458 firme, pari al 20%. Un divario che ha portato all’esclusione, ma che secondo i ricorrenti sarebbe basato su criteri discutibili, a partire dal calcolo della platea dei soci.
Il giudice ha riconosciuto la presenza del cosiddetto fumus boni iuris, ovvero una ragionevole probabilità che le contestazioni siano fondate. In particolare, viene evidenziato il rischio che l’incertezza delle regole abbia compromesso la parità tra i soci, la possibile illegittimità dell’applicazione di un quorum più elevato senza basi certe e le criticità organizzative che potrebbero aver inciso sul diritto di partecipazione alla competizione elettorale.
Senza un intervento urgente, le elezioni si sarebbero svolte senza la lista esclusa, rendendo inutile qualsiasi decisione successiva nel merito. Da qui la scelta del Tribunale di sospendere le operazioni elettorali, bloccare l’assemblea del 30 aprile e congelare l’efficacia dell’esclusione della lista “NOI SOCI BCC S.G.R.”.
La nuova udienza è stata fissata per il 5 maggio 2026, quando si deciderà se confermare, modificare o revocare il provvedimento cautelare. Nel frattempo, la banca dovrà notificare il decreto entro il 21 aprile.
Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Giovanni Pio De Giovanni, legale dei ricorrenti, che ha parlato di un provvedimento chiaro, capace di rendere giustizia ai suoi assistiti, sottolineando l’attesa per la linea difensiva della controparte.
La vicenda apre ora una fase delicata per la BCC di San Giovanni Rotondo, chiamata a garantire trasparenza, regole certe e piena partecipazione democratica dei soci. In gioco non c’è solo il rinnovo degli organi per il triennio 2026–2029, ma anche la credibilità dei processi interni di una realtà bancaria cooperativa fortemente radicata sul territorio.
