San Marco in Lamis torna al centro del dibattito politico locale dopo le dure dichiarazioni di Saverio Siorini, presidente del movimento Sovranisti per l’Italia e le Libertà, che con una nota stampa dai toni accesi lancia una sfida diretta all’attuale assetto amministrativo e politico della città.
Nel comunicato diffuso il 15 aprile 2026, Siorini utilizza parole forti e immagini evocative per descrivere un contesto che, a suo dire, sarebbe dominato da equilibri consolidati e dinamiche di potere poco trasparenti. «Qualcosa si muove, qualcuno trema», afferma, parlando apertamente di una “resa dei conti” ormai imminente e accusando quella che definisce una politica fatta di accordi sotterranei e “spartizioni”.

“Far saltare il banco”: la sfida politica.
Siorini non usa mezzi termini e si definisce provocatoriamente «il pericolo pubblico numero uno» per chi, secondo la sua visione, avrebbe gestito la città negli ultimi anni senza rispondere realmente ai bisogni dei cittadini. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rompere gli equilibri esistenti e proporre un’alternativa radicale.
Nel mirino finiscono anche le possibili alleanze politiche locali, definite “campi larghi” costruiti su candidati dai “numeri stratosferici”, ma privi – secondo Siorini – di una reale solidità. «Giganti d’argilla», li chiama, accusandoli di essere funzionali solo alla conservazione del potere.
Le accuse: tasse, agricoltura e clientelismo.
Tre i punti principali su cui si concentra l’attacco del leader sovranista:
- Pressione fiscale e burocrazia: Siorini denuncia bilanci comunali che graverebbero su cittadini e imprese, ostacolando lo sviluppo economico locale.
- Abbandono del settore agricolo: critiche alla gestione del territorio e alla mancanza di supporto per allevatori e agricoltori, soprattutto in un contesto di difficoltà economiche e sanitarie.
- Sistema clientelare: accusa una politica basata su favori e “cortesie”, che avrebbe trasformato diritti fondamentali come il lavoro in privilegi concessi a pochi.
Secondo il presidente dei Sovranisti, San Marco in Lamis sarebbe stata «tenuta in ostaggio» da un sistema che penalizza i cittadini onesti e limita le opportunità di crescita.
Nessuna alleanza con il passato.
Uno degli elementi più netti della presa di posizione riguarda il rifiuto di alleanze con le forze politiche tradizionali. Siorini dichiara di voler costruire un progetto politico alternativo, basato su persone “con la schiena dritta” e disposte a rompere con il passato.
«Non cerco alleanze con chi ha ridotto San Marco in cenere», si legge nella nota, sottolineando la volontà di affrontare la competizione politica anche in maniera diretta, “nelle piazze” e nel confronto pubblico.
Un clima politico sempre più acceso.
Le dichiarazioni di Siorini si inseriscono in un contesto politico locale già in fermento, in vista delle prossime dinamiche amministrative. I toni utilizzati nel comunicato evidenziano una strategia comunicativa fortemente identitaria e conflittuale, che punta a intercettare il malcontento di una parte della cittadinanza.
Resta ora da capire quale sarà la risposta delle altre forze politiche e se le parole del leader dei Sovranisti si tradurranno in un consenso concreto sul territorio.
Intanto, il messaggio lanciato è chiaro: la campagna politica a San Marco in Lamis è ufficialmente entrata nel vivo.
