Saranno due donne a contendersi la guida di San Giovanni Rotondo nei prossimi cinque anni. Il primo turno delle elezioni comunali non ha consegnato un vincitore immediato, rimandando il verdetto definitivo al ballottaggio che si terrà tra quindici giorni. A sfidarsi saranno Floriana Natale, sostenuta dalla coalizione di centro-destra, e Rossella Fini, alla guida del centro-sinistra.
Un risultato che traccia una linea netta con il passato e che apre una partita totalmente nuova, dove le coalizioni originali dovranno fare i conti con la complessa macchina dei consensi e delle alleanze strategiche.
Chi va al ballottaggio: la sfida Natale-Fini.
La competizione si è risolta in un testa a testa che ha visto primeggiare i due schieramenti principali:
- Floriana Natale (Centro-destra): rappresenta la proposta conservatrice e civica di destra, forte di un consenso strutturato che l’ha portata a strappare il pass per il secondo turno.
- Rossella Fini (Centro-sinistra): porta la bandiera del fronte progressista, riuscendo a catalizzare i voti necessari per blindare la sua presenza al decisivo “secondo tempo” di questa tornata elettorale.
Gli esclusi eccellenti.
Niente da fare per gli altri candidati sindaci che si erano presentati ai nastri di partenza. Restano fuori dai giochi:
- Giuseppe Siena, alla guida di un’altra area del centro-sinistra che ha corso in modo frammentato.
- Roberto Cappucci, rappresentante di Rifondazione Comunista.
- Mimmo Longo, sostenuto dall’asse Lega-Udc e da alcune liste civiche.
La frammentazione, soprattutto nell’area progressista e nel centro-destra alternativo, ha inevitabilmente pesato sul risultato finale, impedendo a un candidato di superare la soglia fatidica del 50% + 1 dei voti.
Al via il valzer degli apparentamenti: cosa succede ora?
Con la certezza del ballottaggio, a San Giovanni Rotondo si apre ufficialmente la settimana decisiva per gli apparentamenti. Nelle prossime ore i telefoni dei leader politici saranno roventi.
Il nodo delle alleanze: Sia Natale che Fini dovranno cercare il dialogo con gli esclusi. I voti di Giuseppe Siena, Roberto Cappucci e Mimmo Longo diventano ora l’ago della bilancia. Resta da capire se ci saranno apparentamenti formali (con tanto di simboli sulla scheda e accordi sulla futura giunta) o se si punterà a un più informale “appello al voto” per intercettare l’elettorato deluso.
La macchina elettorale si riaccende immediatamente: la città di San Pio ha due settimane di tempo per scegliere la sua nuova prima cittadina.
