SAN MARCO IN LAMIS – Le inchieste penali disposte dalla Procura della Repubblica di Foggia e seguite nella fase preliminare dal pubblico ministero Giuseppe Mongelli, con il supporto investigativo della Guardia di Finanza, stanno producendo effetti che vanno ben oltre il piano giudiziario. Al centro dell’attenzione vi è il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, che nelle ultime settimane appare sempre più isolato sul piano politico e umano.
Va ricordato che il procedimento si trova ancora in una fase preliminare e che ogni valutazione dovrà confrontarsi con il principio costituzionale della presunzione di innocenza. Tuttavia, al di là degli aspetti giudiziari, esiste una dimensione politica che merita una riflessione.
Chi ha avuto modo di incontrare il primo cittadino in questi giorni racconta di una persona profondamente provata dagli eventi. Sarebbe difficile il contrario. Trovarsi improvvisamente al centro di una vicenda giudiziaria e mediatica di tale portata rappresenta una prova durissima per qualsiasi amministratore pubblico.
Merla, attraverso il proprio legale, l’avvocato Angelo Pio Gaggiano, uno dei penalisti più influenti e preparati del momento, ha scelto di non dimettersi. Con lui ha deciso di proseguire il proprio mandato anche l’intera giunta comunale. Una decisione legittima e comprensibile sotto il profilo istituzionale, soprattutto in assenza di accertamenti definitivi.
Ciò che colpisce, però, è il clima politico che si è venuto a creare attorno alla sua figura.
Mentre la vicenda continua ad occupare le cronache locali e regionali, il sindaco sembra essere rimasto sostanzialmente solo. Le opposizioni consiliari hanno preferito mantenere un atteggiamento di distanza, evitando scontri frontali, ma anche manifestazioni di solidarietà politica. Un silenzio che, per molti osservatori, pesa più di qualsiasi attacco.
Anche all’interno del suo stesso schieramento si percepisce una certa freddezza. Il Partito Democratico locale ha pubblicato una nota “urlata” di sostegno sulla propria pagina Facebook, ma il comunicato non riportava firme né riferimenti riconducibili a singoli dirigenti o amministratori. Un dettaglio che non è passato inosservato e che ha alimentato interrogativi sulla reale convinzione con cui quella difesa sia stata espressa.
In politica esistono momenti in cui il confronto, anche duro, rappresenta una forma di riconoscimento reciproco. Lo scontro tra maggioranza e opposizione, quando avviene nel rispetto dei ruoli, testimonia l’esistenza di un dibattito vivo. Diverso è il caso dell’indifferenza.
Essere ignorati può risultare più doloroso dell’essere contestati. Per un amministratore pubblico il rischio più grande non è soltanto la critica, ma la sensazione che il sistema politico stia già guardando oltre, immaginando scenari successivi e possibili eredi.
È questa, forse, la percezione che oggi accompagna Michele Merla. La sensazione che la sua parabola politica possa essersi improvvisamente interrotta e che molti stiano già ragionando sul “dopo”.
Tra le poche voci intervenute pubblicamente vi è quella del movimento “La Svolta“, che ha espresso considerazioni articolate sulla vicenda. Da una parte ha riconosciuto il diritto del sindaco a difendersi, ritenendolo innocente; dall’altra lo ha invitato a valutare le dimissioni come gesto utile a consentire una difesa più serena e a liberare la città da quel clima di sospetto e di tensione che rischia di paralizzare l’azione amministrativa.
Perché, al di là delle responsabilità che dovranno essere eventualmente accertate nelle sedi competenti, esiste un elemento che già oggi produce effetti concreti: il cosiddetto “vociare sotterraneo“, fatto di indiscrezioni, supposizioni e polemiche che finiscono per logorare il rapporto tra istituzioni e cittadini.
San Marco in Lamis vive una fase delicata. Le indagini seguiranno il loro corso e sarà la magistratura a stabilire fatti e responsabilità. Nel frattempo resta l’immagine di un sindaco che continua a resistere alle pressioni, alle critiche e alle richieste di fare un passo indietro.
Un uomo politicamente ferito, probabilmente più solo di quanto non sia mai stato durante la sua esperienza amministrativa, ma ancora in piedi, in attesa che il tempo, la politica e la giustizia scrivano il capitolo successivo di una vicenda destinata a segnare profondamente la storia recente della città.
Ghino di Tacco, un lettore appassionato di politica
PS = Nel PD scalpitano per sostituirlo nel 2027 come candidati alla carica di primo cittadino Paolo Soccio e Caterina Ferro, che potrebbero ricoprire questo ruolo archiviando per sempre la parentesi decennale di Merla. C’è anche Vincenzo Villani, politico di lungo corso, sempre schierato a sinistra, che potrebbe essere indicato a tale funzione dalla vecchia guardia del partito. Ma se a scendere in campo fosse Nicola Potenza attuale vice-sindaco di Merla? Sarebbe un modo per quantizzare quanto vale dal punto di vista politico ed elettorale.




