Ci sono pubblicazioni che, pur nate con finalità didattiche, finiscono per trasformarsi in autentici documenti della memoria collettiva. È il caso del calendario “Lu Trajone – Calendario 2013”, realizzato dall’Istituto Comprensivo “Balilla” di San Marco in Lamis grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo e dedicato a uno dei racconti popolari più affascinanti della tradizione sammarchese.
A distanza di oltre dieci anni, questo calendario conserva intatto il suo valore storico, culturale e identitario. Non si limita infatti a segnare i giorni dell’anno, ma accompagna il lettore in un viaggio tra poesia dialettale, leggende popolari, storia locale, arte e tradizioni che hanno contribuito a costruire l’identità della comunità di San Marco in Lamis.
La leggenda del Trajone.
Protagonista dell’opera è il “Trajone”, il mostro leggendario che, secondo il racconto popolare, terrorizzava la zona della Valle della Jana. Nella narrazione in dialetto sammarchese, il Trajone assume le sembianze di un enorme drago dalle caratteristiche fantastiche: numerose teste, corna, denti giganteschi e una forza capace di seminare paura tra gli abitanti.
Il racconto appartiene al patrimonio orale del Gargano e rappresenta uno dei tanti esempi di come, attraverso il linguaggio simbolico delle leggende, le comunità tramandassero paure, speranze e valori alle nuove generazioni.
Il calendario ripropone questi versi rispettando il dialetto originale, affiancandoli alla traduzione in italiano, consentendo così anche ai più giovani di avvicinarsi a una lingua che rappresenta una parte importante del patrimonio immateriale del territorio.
Un omaggio a Francesco Paolo Borazio.
L’opera dedica ampio spazio anche alla figura del poeta Francesco Paolo Borazio, autore del poema “Lu Trajone”.
Borazio viene ricordato non soltanto come poeta dialettale, ma anche come uomo profondamente legato alla sua terra. La sua vita attraversa alcuni dei momenti più importanti del Novecento italiano, compresa l’esperienza della Seconda guerra mondiale, durante la quale continuò a scrivere annotazioni, racconti e poesie.
Attraverso la sua produzione letteraria ha saputo trasformare il dialetto sammarchese in uno strumento di narrazione colta, conservando storie e tradizioni che altrimenti rischiavano di andare perdute.
Dodici mesi di storia locale.
Ogni mese del calendario affronta un episodio diverso della vita cittadina.
Tra gli argomenti trovano spazio:
- la leggenda del Mostro;
- la tradizionale Preghiera a San Michele;
- la scomparsa dei finanzieri;
- momenti della vita amministrativa cittadina;
- l’appello del sindaco;
- la rassegna delle troupe televisive;
- iniziative culturali;
- il ritrovamento del Trajone;
- il corteo nuziale;
- la dote nelle tradizioni locali;
- il celebre “Conteòdo”.
Le pagine sono arricchite da disegni, illustrazioni e fotografie che trasformano il calendario in una piccola enciclopedia illustrata della memoria sammarchese.
Un progetto educativo.
Uno degli aspetti più significativi dell’opera è il suo valore didattico.
Attraverso il recupero del dialetto, delle tradizioni e della storia locale, il calendario rappresenta un esempio concreto di educazione al patrimonio culturale. Gli studenti vengono coinvolti nella riscoperta delle proprie radici, comprendendo come la storia di una comunità sia fatta non soltanto di grandi eventi, ma anche di racconti popolari, usanze, feste religiose e testimonianze tramandate dagli anziani.
Un patrimonio da valorizzare.
Oggi, in un’epoca dominata dalla comunicazione digitale e dai contenuti veloci, pubblicazioni come “Lu Trajone” assumono un valore ancora maggiore.
Esse rappresentano una memoria tangibile della cultura locale e dimostrano come la scuola possa diventare protagonista nella tutela delle tradizioni popolari.
Riscoprire questo calendario significa rileggere una parte della storia di San Marco in Lamis attraverso gli occhi della comunità, valorizzando il dialetto, la poesia e le leggende che hanno accompagnato intere generazioni.
È un patrimonio che meriterebbe di essere digitalizzato, studiato e riproposto alle nuove generazioni, affinché il racconto del Trajone continui a vivere non soltanto nelle pagine di un calendario del 2013, ma nella memoria collettiva di tutta la comunità sammarchese.
