Il Comune di San Marco in Lamis dovrà restituire 109 mila euro al Ministero del Lavoro. La somma era stata erogata come acconto per il progetto PNRR “Stazioni di posta”, finanziato nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione”. Alla base della rinuncia, secondo la determina comunale, il mancato raggiungimento del target previsto, difficoltà gestionali e tempi dei lavori incompatibili con la scadenza del progetto. In realtà la perdita è pari ad 1 milione di euro.
Una restituzione di 109.000 euro e la rinuncia al finanziamento. È quanto emerge dalla Determinazione del Settore Affari Generali n. 95 del 12 maggio 2026, con la quale il Comune di San Marco in Lamis ha disposto l’impegno e la contestuale liquidazione della somma in favore del Ministero del Lavoro.
La vicenda riguarda il progetto PNRR Missione 5, Componente 2, Investimento 1.3.2 – “Stazioni di posta”, inserito negli interventi destinati al contrasto della povertà e dell’emarginazione sociale e al rafforzamento dei servizi rivolti alle persone in condizioni di vulnerabilità.
Un progetto da 1,09 milioni di euro.
L’accordo per l’attuazione dell’intervento era stato sottoscritto il 29 maggio 2023 tra l’Unità di Missione del Ministero del Lavoro, la Direzione Generale per la Lotta alla Povertà e l’Ambito Territoriale Sociale di San Marco in Lamis.
Il progetto aveva un importo, dopo la rimodulazione del budget operata dal Ministero, di 1.090.000 euro.
Successivamente, la gestione dell’intervento è stata interessata da un passaggio istituzionale. Nel dicembre 2023 l’Assemblea dei Sindaci del Consorzio CIIS era stata convocata per individuare gli enti comunali incaricati della realizzazione degli interventi PNRR presentati dal Comune di San Marco in Lamis in qualità di ente capofila dell’Ambito territoriale. La riunione, però, non aveva deliberato per il mancato raggiungimento del numero legale.
Nel luglio 2024 il Comune e il direttore del Consorzio CIIS avevano quindi chiesto al Ministero del Lavoro il subentro del Consorzio nei rapporti relativi ai diversi investimenti PNRR.
La svolta è arrivata nell’agosto 2025, quando il Ministero ha individuato il Consorzio di funzioni e servizi per l’integrazione e l’inclusione sociale come nuovo soggetto attuatore.
Perché vengono restituiti i 109 mila euro.
È lo stesso provvedimento comunale a indicare le motivazioni alla base della rinuncia al finanziamento.
Secondo quanto riportato nella determina, previo accordo tra il Consorzio CIIS e il Comune di San Marco in Lamis, è stata presentata al Ministero un’istanza per la restituzione di 109.000 euro e la rinuncia al finanziamento.
Le ragioni indicate sono tre.
La prima riguarda l’impossibilità di raggiungere il target di 88 beneficiari previsto dal progetto.
La seconda è rappresentata dalle difficoltà gestionali legate all’implementazione della struttura tecnico-amministrativa del Consorzio.
La terza riguarda invece la durata dei lavori, ritenuta non conciliabile con il termine fissato per la conclusione dei progetti.
Non si tratta, dunque, secondo quanto emerge dall’atto, di una semplice rinuncia volontaria a una somma ancora non utilizzata: il Ministero del Lavoro ha formalmente richiesto la restituzione dei 109 mila euro già erogati come acconto per l’intervento PNRR 1.3.2 “Stazioni di posta”.
Il Comune dispone la restituzione.
Con la determinazione firmata dal responsabile del Settore Affari Generali, Michele Giuliani, l’amministrazione comunale ha quindi disposto la restituzione dell’intero importo di 109.000 euro al Ministero del Lavoro.
La somma è stata impegnata sul bilancio di previsione 2026-2028 e contestualmente liquidata, come previsto dall’atto.
Una rinuncia che apre interrogativi.
La restituzione dei 109 mila euro rappresenta un passaggio significativo nella gestione locale delle risorse del PNRR destinate ai servizi sociali.
Il progetto “Stazioni di posta” avrebbe dovuto inserirsi nel quadro degli interventi della Missione 5 – Inclusione e coesione, con l’obiettivo di rafforzare le risposte rivolte alle persone in condizioni di fragilità e marginalità sociale.
La determina, tuttavia, non attribuisce responsabilità personali o politiche per il mancato completamento dell’intervento. Si limita a riportare le motivazioni alla base della richiesta di rinuncia e restituzione: il mancato raggiungimento del numero di beneficiari previsto, le difficoltà nella strutturazione tecnico-amministrativa del Consorzio e l’incompatibilità dei tempi dei lavori con la scadenza del progetto.
Resta quindi il dato amministrativo: 109 mila euro di risorse PNRR dovranno tornare nelle casse del Ministero del Lavoro, mentre il progetto finanziato per complessivi 1,09 milioni di euro non proseguirà secondo il percorso originariamente previsto.
Una vicenda che, inevitabilmente, pone interrogativi sull’efficacia della programmazione, sulla capacità amministrativa di attuare nei tempi gli interventi finanziati dal PNRR e, soprattutto, sulle ricadute che la rinuncia potrà avere sui cittadini destinatari dei servizi sociali previsti dal progetto.
