Dal sogno di un centro culturale al contenzioso in tribunale: il Comune di San Marco in Lamis decide di opporsi all’ingiunzione di pagamento della ditta Cetola S.p.A.

Il futuro di Palazzo Badiale, il simbolo storico di San Marco in Lamis, si complica ulteriormente. Quello che la cittadinanza sperava di vedere trasformato in un museo o in un polo per le associazioni rischia ora di rimanere chiuso per anni, intrappolato nelle maglie di un complesso scontro giudiziario.
La svolta: il Decreto Sindacale n. 60.
La vicenda, che per lungo tempo è rimasta lontana dai riflettori, ha subito un’accelerazione lo scorso 10 agosto, quando il Comune ha ricevuto un decreto ingiuntivo notificato dalla ditta Cetola S.p.A., assistita dallo studio legale Maggi-Mollica-Zaccone di Roma. L’impresa richiede il pagamento di somme legate ai lavori di restauro dello storico immobile.
La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere. Con il Decreto n. 60 del 13 agosto 2026, il sindaco Michele Merla ha formalizzato la volontà del Comune di costituirsi in giudizio avanti al Tribunale di Foggia per opporsi a tale ingiunzione.
Le motivazioni del Comune.
Dietro la scelta di non saldare quanto richiesto dalla ditta, il Comune solleva una tesi precisa. Nel documento ufficiale, l’amministrazione sostiene che il contenzioso si inquadri in un ambito di “gravi e significativi inadempimenti contrattuali” già contestati in precedenza alla ditta ricorrente. In sostanza, il Comune contesta la corretta esecuzione dei lavori, ribadendo la necessità di difendere l’Ente e la gestione delle risorse pubbliche in sede giudiziaria.
Un futuro ancora incerto.
La decisione del Sindaco di procedere all’opposizione in tribunale – avvalendosi delle facoltà previste dall’art. 50 del D.Lgs. 267/2000 e in linea con le recenti interpretazioni della Cassazione sulla costituzione in giudizio – sposta il baricentro della questione dal cantiere alle aule di giustizia.
Ora, il Responsabile del Settore Affari Generali dovrà individuare il legale che rappresenterà il Comune nel processo. Mentre la burocrazia avanza, la domanda che resta sospesa è semplice ma cruciale per la comunità : quanto tempo dovrà passare ancora prima che il “Trono” possa finalmente aprire le sue porte ai cittadini?
Per troppo tempo la popolazione è stata tenuta all’oscuro di queste dinamiche. La trasparenza, emersa solo grazie alle recenti rivelazioni di SanMarcoNews.it, è ora più che mai necessaria: San Marco in Lamis merita di conoscere i dettagli di questo contenzioso e, soprattutto, di sapere quale sarà il destino reale di uno dei suoi beni architettonici più preziosi.
Cosa ne pensate?
