Originario di San Marco in Lamis e da tempo tra le file della Lega, il consigliere regionale pugliese Napoleone Cera torna a far sentire la propria voce nel dibattito politico regionale e nazionale. Stretto alleato del segretario Matteo Salvini, Cera rivendica con forza il percorso di trasformazione della Lega da movimento territoriale a partito a vocazione nazionale, capace di guardare con attenzione e concretezza anche alle esigenze del Sud Italia e della Capitanata.
In un recente intervento, il consigliere regionale ha respinto le critiche di chi parla di un presunto “tradimento” delle origini leghiste nel momento in cui il partito ha superato i confini del Nord per radicarsi nel Mezzogiorno.
«Il risultato di una scelta coraggiosa».
“Io sono, in carne e ossa, il risultato di quella decisione che oggi qualcuno chiama tradimento e che io chiamo l’atto più coraggioso degli ultimi trent’anni”, sottolinea Napoleone Cera.
Secondo l’esponente pugliese della Lega, estendere il raggio d’azione del partito oltre il Po ha permesso di portare battaglie storiche come lavoro, sicurezza, difesa della famiglia e rispetto delle regole anche ai cittadini della Capitanata, di Cerignola, San Severo e del Tavoliere.
Modello del Nord e Sanità: l’esempio delle buone pratiche.
Nel suo intervento, Cera mette a confronto la gestione dei servizi essenziali tra le regioni del Nord a guida leghista e la Puglia:
- Sanità e liste d’attesa: Citando i dati Agenas, Cera evidenzia la forbice tra i modelli virtuosi del Nord (come il Veneto, dove oltre 9 visite su 10 sono garantite nei tempi previsti) e la Puglia, ferma a poco più di una visita su due.
- Non elemosina, ma metodo: I governatori del Nord – come Zaia, Fontana o Fedriga – non devono essere visti come un ostacolo per il Mezzogiorno, bensì come uno standard di efficienza amministrativa a cui aspirare dopo anni di governo regionale di centrosinistra.
L’Autonomia e il federalismo come leva di responsabilità.
Per il consigliere di San Marco in Lamis, il federalismo non rappresenta la volontà di dividere il Paese, ma un’opportunità di modernizzazione: uno strumento che costringe la classe politica locale ad assumersi la responsabilità delle proprie gestioni evitando di addossare sempre la colpa alle decisioni romane.
In conclusione, Napoleone Cera rinnova la sua totale fiducia nel segretario federale:
“Da Matteo Salvini ho imparato che nessuna terra va lasciata indietro. Nemmeno la mia. Al Capitano che ha avuto il coraggio di allargare il mare dico con franchezza: hai fatto la scelta giusta, tieni la barra dritta.”
