Non usa mezzi termini l’ex sindaco Angelo Cera, oggi esponente dell’opposizione in consiglio comunale, per criticare l’attuale amministrazione guidata da Michele Merla. Lo fa in occasione della recente visita della Premier Giorgia Meloni in Puglia, durante la quale è stato firmato un patto per lo sviluppo regionale da oltre 6 miliardi di euro.
Cera denuncia con forza quello che definisce “l’immobilismo cronico” della maggioranza, accusandola di aver perso un’importante occasione per portare fondi e opere strategiche a San Marco in Lamis.
Un’opportunità storica per la Puglia.
La firma del patto tra il governo e la Regione Puglia, rappresentata dal Presidente Michele Emiliano, ha messo a disposizione risorse per finanziare 470 opere fondamentali in tutto il territorio regionale. Tra i progetti approvati, spiccano i 5 milioni di euro destinati a una piscina per San Giovanni Rotondo e altri interventi in numerosi Comuni, come la riqualificazione urbana, il miglioramento della sicurezza cittadina con videocamere, e opere per la mitigazione del dissesto idrogeologico.
Ma, secondo Cera, San Marco in Lamis è rimasta completamente esclusa.
Le accuse di Angelo Cera.
“La nostra città non ha portato a casa nulla. Nessun progetto, nessuna idea, nessun risultato”, accusa Cera in una nota al vetriolo. “Questa amministrazione non è stata in grado di proporre nemmeno un intervento per accedere a questi fondi. Nemmeno uno”.
Tra i temi principali sollevati dall’opposizione c’è l’abbandono di Corso Matteotti, che viene descritto come “un tratturo che cade a pezzi”, e l’assenza di interventi significativi per prevenire il rischio idrogeologico, nonostante il disastro del 2014.
“Dal 2014 a oggi nulla è stato fatto per prevenire futuri eventi catastrofici. Si è preferito lasciare tutto al caso, mentre il territorio e i cittadini continuano a essere esposti a rischi enormi”, sottolinea l’ex sindaco.
“San Marco merita di più”.
Per Cera, la mancanza di progetti presentati dall’amministrazione Merla rappresenta un’occasione irripetibile sprecata. “Con quei fondi si poteva pensare a interventi strutturali, alla sicurezza del territorio, alla valorizzazione urbana, alla creazione di servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
Non manca un appello diretto ai cittadini: “San Marco merita di più. Merita amministratori capaci, attenti e lungimiranti, non protagonisti di slogan vuoti e immobilismo cronico. È ora che i cittadini si facciano sentire: il nostro futuro non può essere sacrificato sull’altare della mediocrità e dell’incompetenza”.
Un segnale per il futuro?
Le critiche di Angelo Cera potrebbero accendere il dibattito pubblico e spingere i cittadini a chiedere maggiore trasparenza e progettualità da parte dell’attuale amministrazione. Con i fondi europei che rappresentano una delle poche leve per lo sviluppo dei territori, il tempo per rimediare agli errori e all’immobilismo potrebbe essere ormai agli sgoccioli.
