L’odierna scena politica di San Marco in Lamis si anima di dinamiche sempre più interessanti, grazie all’intricato accordo tra l’ex-deputato Angelo Cera, noto per la sua astuzia politica, e Gino Giorgione, segretario generale della UIL Fpl di Foggia. Mentre la città osserva la possibile ascesa di Napy Cera, figlio del politico, si delinea una strategia che potrebbe rivelarsi determinante per le prossime elezioni regionali pugliesi.
Angelo Cera ha sempre saputo come muoversi nel panorama politico locale. Anche se la sua parabola sembra oggi in fase discendente, il suo istinto strategico è ancora acuto. Cera ha saputo presentare il figlio Napy, legato a lui da un cordone ombelicale indissolubile, come un candidato in grado di attirare l’attenzione di leader significativi, come Matteo Salvini. L’appoggio della Lega potrebbe garantire a Napy una rielezione alle Regionali, nel contesto di una coalizione che si profila come futura minoranza in Regione. Di qui si spiegano i suoi attacchi social ad alcune sigle sindacali avversarie di Re Giorgio.
Dall’altro lato, la UIL Fpl, guidata da Giorgione, anche lui figlio d’arte, si sta preparando a schierare diverse figure legate a Cera (autisti, OSS e infermieri) alle RSU 2025 dell’Asl di Foggia e del Policlinico Riuniti di Foggia. Questo movimento di alleanza sembra rappresentare un classico esempio di “do ut des”, dove entrambe le parti cercano vantaggi reciproci. Se da un lato Napy Cera guadagna visibilità e opportunità, dall’altro la UIL Fpl mira a consolidare la propria influenza elettorale, ambendo ad un ritorno significativo dai voti espressi.
La figura di Angelo Cera continua a suscitare ammirazione e scetticismo in egual misura. Ciò che è certo è che la sua capacità di attrarre consensi e di orchestrare alleanze non è mai stata messa in discussione. Mentre il figlio Napy esplora nuove frontiere sui social media, il patriarca guida la nave di famiglia e non perde tempo, ben consapevole delle battaglie politiche che si profilano all’orizzonte.
Tuttavia, nonostante queste manovre storiche, ci si chiede se il potere di attrazione di Cera (soprattutto quello di Napy) rimarrà invariato in un contesto politico che, con il passare degli anni, ha visto cambiare le dinamiche e gli elettorati. La folla che un tempo si radunava attorno a papà Angelo in cerca di aiuto si è dispersa, lasciando un vuoto difficile da colmare. I fasti di un tempo, sebbene siano ancora memorizzati nei cuori di molti cittadini, rischiano di essere solo un ricordo.
In conclusione, mentre Angelo Cera si prepara a raccogliere i frutti della sua abilità strategica, la sua eredità politica rimane incerta. Riuscirà a mantenere la sua influenza su San Marco in Lamis, o il tempo delle conquiste è ormai passato? Solo le prossime settimane chiariranno quale sarà il futuro di Cera e del suo clan politico. E ovviamente di Re Giorgio, già candidato alle scorse regionali nelle fila di Michele Emiliano ed oggi sempre più proiettato verso la Lega di Salvini.
M.C., un politico navigato
