SAN MARCO IN LAMIS – Torna la paura nel cuore di San Marco in Lamis. Una serata che doveva concludersi come tante altre si è trasformata in un incubo per i titolari della storica rivendita di tabacchi in Via Amendola. Una rapina fulminea, violenta e studiata nei minimi dettagli ha lasciato l’intera comunità sbigottita e riacceso il dibattito sulla sicurezza cittadina.
La dinamica del colpo.
Il fatto è avvenuto nella serata del 12 gennaio, intorno alle 21:30, a pochi minuti dalla chiusura dell’attività. Secondo le prime ricostruzioni, due malviventi con il volto travisato da cappucci hanno fatto irruzione nel locale. All’interno si trovavano i gestori – una madre con i suoi due figli – sorpresi dall’azione improvvisa dei rapinatori.
In pochi istanti, i malviventi sono riusciti a impossessarsi del bottino, che dalle prime stime si aggirerebbe intorno ai 5.000 euro, fuggendo immediatamente a piedi tra i vicoli adiacenti e facendo perdere le proprie tracce nell’oscurità.
Le indagini e il precedente che scuote la memoria.
Sul posto sono intervenuti prontamente i Carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire all’identità dei colpevoli. I militari hanno già acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della tabaccheria e di altri esercizi commerciali della zona, sperando che i frame possano fornire dettagli utili alla cattura.
L’episodio ha riportato alla mente dei cittadini un evento simile avvenuto quasi dodici anni fa. Il 27 agosto 2014, infatti, la stessa rivendita fu presa di mira da un rapinatore solitario armato di taglierino. In quel caso, l’autore del furto (che fruttò 1.000 euro) fu arrestato dalle forze dell’ordine poche ore dopo il colpo. La speranza della cittadinanza è che anche questa volta la giustizia faccia il suo corso in tempi brevi.
Comunità in allarme.
La notizia ha fatto rapidamente il giro dei social e delle piazze. Via Amendola è una zona centrale e frequentata, e il fatto che i rapinatori abbiano agito con tale audacia prima della chiusura preoccupa non poco i commercianti locali.
“Non è solo una questione di soldi, ma di serenità per chi lavora ogni giorno con le serrande alzate,” commentano alcuni residenti. Resta ora l’attesa per gli sviluppi investigativi coordinati dal comando dell’Arma.
