C’è un tempo, nel calendario dell’anima, che chiede di rallentare il passo, di lasciare che il silenzio parli e che la preghiera diventi il respiro della giornata. Questo tempo è la Quaresima, e per la comunità di San Marco in Lamis e i tanti pellegrini che salgono verso i nostri colli, il 2026 si prospetta come un itinerario spirituale di rara intensità.
Il manifesto appena presentato dai Santuari di San Matteo Apostolo e di Santa Maria di Stignano non è una semplice lista di orari, ma una vera e propria mappa per il cuore.
Il cuore della celebrazione.
Tutto ha inizio il 18 febbraio, il Mercoledì delle Ceneri, quando il rito dell’imposizione ci ricorderà la nostra fragilità ma anche la nostra chiamata alla pienezza. Da quel momento, il cammino si snoda attraverso appuntamenti che toccano la vita quotidiana: dalla preghiera condivisa in pausa pranzo il 27 marzo (un’ora di digiuno e carità aperta a tutti), fino alla suggestiva Via Crucis al Cimitero del 31 marzo, un ponte di fede tra noi e chi ci ha preceduto.
La mente si interroga: formazione e ascolto.
Ma la Quaresima è anche tempo di “scuola”. Ogni mercoledì di marzo, nel calore del Refettorio Grande, il professor Domenico Scaramuzzi ci aiuterà a leggere i segni della Passione come simboli di vita immortale. E se il mercoledì è dedicato alla riflessione, il sabato sera diventa il momento del discepolato: sotto la guida di fra Michele Perruggini, ci metteremo in ascolto del Vangelo di Marco, cercando di capire cosa significhi davvero seguire il Maestro oggi.
Una comunità in cammino: i Venerdì della Croce.
Uno dei momenti più sentiti resta la Via Crucis del venerdì. Alle 18:30, dopo la Messa, il Santuario di San Matteo si trasforma nel Golgota. La bellezza di quest’anno sta nella coralità: ogni settimana una realtà diversa — dai francescani secolari ai gruppi di preghiera di Padre Pio, dai volontari dell’Unitalsi ai giovani di cuoriAperti — animerà le stazioni, portando la voce e le fatiche di tutta la società civile ai piedi della Croce.
Lo sguardo verso Maria.
Mentre saliamo verso la Pasqua, lo sguardo si allunga già verso la primavera di Stignano. Dal 28 febbraio iniziano infatti i “Nove Sabati”: un cammino mariano fatto di Rosario e Coroncina che ci preparerà alla grande festa della Madonna di Stignano del 3 maggio. È un doppio binario di devozione che unisce il dolore della Passione alla speranza della Resurrezione e della protezione materna di Maria.
Un anniversario speciale.
Sullo sfondo di tutto, campeggia il logo dei Centenari Francescani. Siamo nel cuore del quadriennio che celebra gli 800 anni del passaggio di San Francesco (1226-2026). Questo rende ogni celebrazione di quest’anno ancora più densa di significato: camminiamo sulle orme del Poverello, cercando di ritrovare quella semplicità e quella pace di cui il mondo ha così tanto bisogno.
Invitiamo tutti — residenti, cercatori di Dio o semplici passanti — a varcare la soglia dei nostri Santuari. La Quaresima non è un peso da portare, ma un orizzonte da raggiungere insieme.
