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San Marco in Lamis perde uno dei suoi pilastri più solidi. All’età di 83 anni si è spento Federico Nardella, imprenditore edile storico che ha letteralmente plasmato il volto della nostra città, lasciando un vuoto incolmabile non solo nell’architettura locale, ma soprattutto nel tessuto sociale e umano della comunità.
Una vita tra cantiere e famiglia.
Federico non era solo un costruttore; era un uomo d’altri tempi, capace di unire il rigore del lavoro a una profonda umanità. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un datore di lavoro d’eccezione: amava i suoi operai e ne era ricambiato con una devozione rara. Per lui, il cantiere non era solo un luogo di produzione, ma una grande famiglia allargata dove il benessere dei collaboratori veniva prima di ogni altra cosa.
Famoso per la sua battuta pronta, Federico affrontava la vita con il sorriso, capace di sdrammatizzare le fatiche quotidiane con una saggezza popolare che metteva tutti a proprio agio.
Un amore lungo una vita.
Al centro del suo mondo c’era però la famiglia, il vero capolavoro della sua esistenza. Federico lascia la moglie, Emanuela Ciavarella, con la quale ha vissuto una storia d’amore leggendaria:
- 55 anni di matrimonio
- 9 anni di fidanzamento
- 64 anni totali trascorsi in totale simbiosi.
Un legame indissolubile che ha dato vita a una famiglia unita e stimata, composta da 4 figli e 9 nipoti, che oggi ne piangono la scomparsa ma ne celebrano l’eredità morale.
Il ricordo della comunità.
Federico Nardella è stato un vero benefattore, una persona che ha fatto del bene in silenzio, senza mai cercare il plauso della folla. Con lui se ne va un pezzo di storia di San Marco in Lamis, un esempio di come l’imprenditoria possa essere fatta di onestà, rispetto reciproco e generosità.
”È stato un pezzo di storia del nostro paese. Un uomo che ha costruito case, ma che soprattutto ha saputo costruire rapporti umani solidi come la pietra.”
La redazione si stringe al dolore della famiglia Nardella-Ciavarella in questo momento di profondo cordoglio.
