La musica reggae internazionale ha fatto tappa nel cuore del Gargano. Nei giorni scorsi l’area parking del Convento Francescano di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis ha ospitato l’attesissima esibizione di Julian Marley, figlio del leggendario Bob Marley, nell’ambito di FestambienteSud 2026. Un concerto speciale, vissuto in una cornice unica, tra spiritualità, natura e il messaggio universale di fratellanza che da sempre accompagna la musica reggae.
Un luogo simbolico, quello scelto dalla rassegna, con il Convento di San Matteo che domina la città di San Marco in Lamis e che per una sera si è trasformato in un grande palcoscenico internazionale. Migliaia di spettatori hanno accolto Julian Marley and The Uprising, artista britannico-giamaicano che continua a portare avanti l’eredità musicale e culturale della famiglia Marley.
Julian Marley: “La musica spirituale in una chiesa è qualcosa di ancora più bello”
Intervistato dopo il concerto, Julian Marley ha raccontato l’emozione vissuta sul Gargano, sottolineando il valore della location scelta per il suo live.
“La musica è sempre speciale, soprattutto quella spirituale. E la musica spirituale suonata in una chiesa per me è qualcosa di ancora più bello”, ha spiegato l’artista, definendo incredibile l’atmosfera trovata a San Marco in Lamis.
“Eravamo caldi già dall’inizio – ha raccontato – le persone si sono preparate in anticipo, è stata una bella serata”.
Una dichiarazione che racchiude lo spirito di un evento capace di unire musica e spiritualità, trasformando il concerto in un momento di condivisione collettiva.
Il messaggio del reggae: unità, pace e libertà
Julian Marley, vincitore del Grammy Award 2024 per il miglior album reggae con Colors of Royal, insieme ad Antaeus, ha ribadito il significato profondo della sua musica.
“Possiamo ricevere centinaia di premi e riconoscimenti – ha detto – ma è importante portare pace e serenità alla gente. Rendere qualcuno felice è il vero premio”.
Un messaggio in perfetta sintonia con la filosofia di FestambienteSud, manifestazione che da anni porta nel territorio garganico artisti internazionali, cultura, impegno sociale e attenzione ai temi dell’ambiente e della convivenza.
“Il Sud è un grande progetto di unione”
Parlando del significato del Sud e del Sudest del mondo, Julian Marley ha sottolineato il valore dell’incontro tra popoli e culture.
“Non importa chi siamo, da dove veniamo o cosa facciamo nella vita: siamo fatti della stessa sostanza, siamo tutti uguali. È arrivato il tempo dell’unione, di stare vicini gli uni agli altri”.
Un pensiero che ha trovato una particolare risonanza proprio in un territorio come il Gargano, crocevia di culture e tradizioni, dove la musica diventa strumento di dialogo e apertura.
L’eredità di Bob Marley continua attraverso le nuove generazioni
Figlio del re del reggae Bob Marley e di Lucy Pounder, Julian Marley ha costruito negli anni un percorso artistico autonomo, mantenendo però vivo il messaggio del padre: amore, giustizia, uguaglianza e spiritualità.
La sua attività è legata anche alla Ghetto Youths Foundation, realtà impegnata in progetti di beneficenza e sostenuta dalla famiglia Marley.
“Il reggae rappresenta libertà, giustizia, Dio e qualità – ha spiegato – tutto ciò che non aderisce a questi valori va contro il reggae”.
San Marco in Lamis protagonista della musica internazionale
La presenza di Julian Marley a FestambienteSud 2026 rappresenta un momento di grande prestigio per San Marco in Lamis e per l’intero territorio garganico.
Dopo le tappe di Genova e prima del concerto al Circolo Magnolia di Milano, l’artista ha scelto il Convento Francescano di San Matteo come uno dei luoghi del suo tour italiano, regalando al pubblico una serata destinata a rimanere nella memoria.
Una notte in cui il reggae ha incontrato il Gargano, trasformando un parcheggio in un luogo di festa, cultura e condivisione. Un messaggio semplice e potente: la musica può ancora unire le persone e costruire ponti di pace.
