Gentile Redazione,
vorrei segnalare che la pagina del sito web del nostro comune, alla voce Storia e curiosità di San Marco in Lamis, contiene veramente delle curiosità: ci sono, infatti, sorprendenti strafalcioni di storia.
Come chiunque può constatare, si dice:
“La storia della città si intreccia con quella del santuario di San Matteo, il cui edificio a prima vista può essere scambiato per un’antica fortezza, ma in realtà è un monastero di frati cappuccini risalente al IX-X secolo”.
Ora, che si sappia, a San Marco non ci sono mai stati i “frati cappuccini”.
Evidentemente, chi lo ha scritto non ha alcuna cognizione della storia e dell’articolazione della famiglia francescana: Osservanti, Cappuccini, Conventuali. Eppure tutti sanno che differiscono persino per l’abito e per la barba.
Inoltre, quando si parla di Stignano, si dice:
“Il sito è posto sulle prime propaggini del Gargano che dominano la piana del Tavoliere. Il modo più semplice per raggiungerlo è seguendo la carrabile per San Nicandro Garganico proseguendo fino al Km 12 della provinciale per San Marco in Lamis, dove, da una strada interpoderale, si giunge allo sterrato che arriva al sito. Tra i resti spiccano quelli di un edificio a ridosso del mastio del castello: la forma rettangolare che ricorda una navata ed il lato terminale a semicerchio che indica un’abside, sono testimonianza che si tratta sicuramente di una chiesa. Recenti scavi ancora in corso, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologica della Puglia, hanno portato alla luce diversi elementi che potrebbero trasformare l’antica dimora di Federico II da piccolo borgo a importante centro con oltre seicento abitanti, un numero di residenti abbastanza cospicuo per l’epoca”.
Un forestiero, se seguisse queste indicazioni, si ritroverebbe a Castelpagano.
È chiaro che si tratta di un vistoso copia-incolla preso chissà dove.
Nel paese di eminenti storici e studiosi di ogni genere questi strafalcioni non si possono tollerare.
Un vostro lettore


