Caro Direttore,
l’estate sammarchese volge ormai al termine e, da cittadino di San Marco in Lamis residente fuori sede, non posso che esprimere una profonda amarezza per quella che, a mio avviso, sarà ricordata come una delle estati più “down” degli ultimi anni dal punto di vista degli eventi e delle iniziative.
Una situazione che, al di là dei singoli appuntamenti, sembra fotografare una Pubblica Amministrazione e una Giunta comunale arrivate ormai alla frutta, incapaci di dare alla città quella programmazione, quella vivacità e quella partecipazione che San Marco meriterebbe.
La lettura di quanto è accaduto, però, può essere ancora più semplice. Senza fare nomi e senza puntare il dito contro alcun sodalizio, credo sia evidente che alcune delle associazioni più attive della città abbiano deciso, quest’anno, di “chiudere i rubinetti” nei confronti della Pubblica Amministrazione. E questo dovrebbe far riflettere. Negli anni passati, infatti, i cartelloni estivi erano molto più ricchi e articolati grazie proprio a queste realtà.
Quest’anno, invece, si è avuta la sensazione che le risorse pubbliche, come da delibere presenti sul sito del Comune, siano state indirizzate prevalentemente verso un ristretto gruppo di associazioni, considerate da molti come più vicine all’Amministrazione. Se questa percezione corrisponda o meno alla realtà sarà compito della politica e dei cittadini verificarlo. Ma il dato politico e sociale rimane: quando una parte importante del tessuto associativo decide di non collaborare più, qualcosa evidentemente non funziona.
E una città senza le sue associazioni, senza i suoi volontari, senza le persone che quotidianamente spendono tempo ed energie per organizzare iniziative, è una città destinata inevitabilmente a spegnersi. La politica, forse, ha ricevuto la risposta che meritava.
Perché senza il popolo si può dirigere soltanto un esercito di generali. Da sammarchese fuori sede, anche per questo mi troverò a riflettere se tornare in città a Natale oppure attendere la prossima estate.
Tornare a casa significa ritrovare persone, luoghi, affetti e memoria, ma significa anche aspettarsi di trovare una comunità viva, capace di accogliere e di offrire occasioni di incontro.
Spero che chi sarà chiamato a guidare San Marco in Lamis nel 2027 abbia la capacità e soprattutto l’umiltà di analizzare quanto accaduto quest’anno, ascoltare tutte le realtà cittadine e porre rimedio agli errori commessi. Servirà una nuova stagione di dialogo. Servirà coinvolgere tutte le associazioni, senza amici e nemici. Servirà restituire alla città entusiasmo, partecipazione e voglia di fare. Perché San Marco in Lamis ha energie, competenze e persone capaci.
Bisogna soltanto avere la capacità di coinvolgerle. Infine, un ringraziamento a SanMarcoNews.it per l’informazione quotidiana che produce, raccontando la città senza veli e senza censure e dando spazio alle diverse voci della comunità.
Cordiali saluti.
Antonio Tenace
Cuneese, figlio di Sammarchesi
PS = Leggendo il recente articolo di Arcangelo Polignone emerge tutto più chiaramente, a conferma di quello che ho scritto.
Leggi anche:
