Gentile Direttore,
leggo con cura quello che il suo giornale scrive a proposito delle imminenti Elezioni Amministrative dell’estate 2027. Da elettore di sinistra, sento il dovere di condividere dei dubbi seri sulla reale possibilità di realizzare a San Marco in Lamis un vero “Campo Largo“, soprattutto se si continua a individuare un possibile sostituto del sindaco uscente Michele Merla esclusivamente all’interno del Partito Democratico.
La sinistra sammarchese e i moderati vicini all’area progressista non sembrano concordi verso questa direzione, tant’è che guardano con attenzione e fiducia anche a percorsi alternativi, come la candidatura di Angelo Ianzano all’interno di un gruppo di moderati. A San Marco la coalizione democratica e progressista non è un monopolio del PD: esistono diverse realtà vive e radicate sul territorio, tra cui:
- il gruppo di Sinistra Italiana (che fa riferimento ad AVS);
- il Partito Socialista Italiano;
- quel che resta del Movimento 5 Stelle;
- i cattolici vicini al mondo della chiesa locale e dell’impegno sociale.
Se vogliamo parlare seriamente di Campo Largo, bisogna prima decidere collegialmente cosa si vuole fare per il futuro della città. Non è scritto da nessuna parte che il candidato sindaco debba uscire per forza dal PD o dall’area dell’Amministrazione Comunale uscente, la quale — è bene dircelo con franchezza — non gode più del sostegno della cittadinanza, come appare evidente nel dibattito pubblico quotidiano.
Allora, come si può fare un vero Campo Largo? La risposta è semplice: con le Primarie aperte e trasparenti, senza giochetti di sezione o diktat calati dall’alto, per non fare la fine della vicina San Giovanni Rotondo. Se si vuole realizzare un progetto innovativo e radicalmente differente rispetto agli ultimi dieci anni di governo cittadino, si deve avere il coraggio di chiudere con il passato. È necessario chiedere agli amministratori uscenti di fare un passo di lato, dando spazio alle giovani leve e ai professionisti che possono veramente cambiare le sorti della nostra città dopo l’immobilismo degli ultimi anni.
Credo che le Primarie rappresentino la strada maestra. I candidati alternativi al PD ci sono, sono autorevoli e sono in attesa di poter scendere in campo per misurarsi con la base.
Se, al contrario, si continuerà a voler costruire una coalizione senza un programma condiviso e cucita unicamente attorno alle ambizioni del Partito Democratico, il risultato è già scritto: si perderanno le elezioni a favore dello schieramento moderato guidato da Angelo Ianzano. Questo, piaccia o no, oggi è un assioma.

La ringrazio per lo spazio e l’attenzione che vorrà dedicare a queste riflessioni.
Cordiali saluti.
Luigi G., un elettore di sinistra
