Un giovane sammarchese di soli sedici anni ha preso in mano il recupero dell’antico luogo di culto rurale, unendo la comunità tra storia, devozione e social media.
SAN MARCO IN LAMIS — Quando la passione per la propria terra incontra la forza della devozione e la freschezza dell’energia giovanile, anche i progetti più ambiziosi prendono forma. A San Marco in Lamis la rinascita della storica chiesetta rurale di “Sande Michelicchie” porta una firma ben precisa: quella di Michele Pio De Bergolis, un ragazzo di appena sedici anni che si è fatto promotore in prima persona della cura, del recupero e della valorizzazione di questo antico e suggestivo luogo di culto.
Un legame che attraversa le generazioni.
Spinto da un profondo legame affettivo e spirituale con il sito — custodito e amato in passato anche dai suoi familiari —, Michele Pio ha deciso di raccogliere il testimone. Si è così messo alla guida di un percorso virtuoso che punta a coinvolgere l’intera cittadinanza, le istituzioni locali e gli esperti del settore per il restauro completo della struttura, delle statue e dei preziosi affreschi storici custoditi all’interno.
La forza della comunità e il ponte digitale.
Per riallacciare i fili della memoria collettiva e tenere aggiornati i concittadini, il giovane promotore ha ideato e cura personalmente una pagina Facebook dedicata alla Chiesetta di San Michele Arcangelo “Sande Michelicchie”.
Questo canale digitale è diventato in pochissimo tempo un punto di riferimento fondamentale e un vero e proprio ponte tra passato e futuro. Attraverso la pagina vengono condivise foto d’epoca, racconti sulle antiche processioni, aggiornamenti sui lavori in corso e appuntamenti di preghiera, riuscendo a mantenere unite e vicine anche le tantissime persone costrette a vivere lontano da San Marco in Lamis.
Il pellegrinaggio e il ricordo dei custodi del passato.
L’iniziativa ha vissuto uno dei suoi momenti più emozionanti e partecipati con l’organizzazione di un pellegrinaggio a piedi. Accogliendo l’invito di Michele Pio, un nutrito gruppo di fedeli si è dato appuntamento in Piazza Padre Pio per incamminarsi verso il colle, ripercorrendo l’antico sentiero solcato per generazioni dalla celebre “Cumpagnia” nei solenni pellegrinaggi verso il Monte di Sant’Angelo.
Prima della partenza, lo stesso Michele Pio ha voluto rivolgere parole toccanti ai presenti, ricordando come il cammino rappresenti un atto di profondo rispetto e appartenenza alle proprie radici.
Arrivati sul sagrato dopo la salita, i partecipanti hanno provveduto al riordino dell’altare e alla ricollocazione della statuetta di San Michele, seguite dalla recita del Santo Rosario e della coroncina Angelica. Un momento di intensa commozione è stato dedicato a chi ha protetto e curato il sito negli anni passati: il bisnonno Matteo La Riccia, lo storico volontario della festa Vincenzo Bortone, la bisnonna Carolina Villani e il nonno Giuseppe Zagaria, che per anni hanno tenuto viva la luce dell’Arcangelo in quel luogo del cuore.
Un esempio per le nuove generazioni.
La storia di Michele Pio De Bergolis dimostra con forza come le giovani generazioni non siano distanti dalle proprie tradizioni, ma possano anzi diventarne le custodi più attive e appassionate, restituendo alla comunità un simbolo identitario di inestimabile valore.
