San Marco in Lamis – Doveva rappresentare il simbolo della nuova sanità territoriale, un presidio moderno capace di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, alleggerire i Pronto Soccorso e garantire assistenza continua ai pazienti fragili e cronici. Invece, la Casa della Comunità di San Marco in Lamis continua a restare chiusa e, soprattutto, senza una data certa per l’apertura. La struttura, dopo la fine dei lavori, doveva aprire i battenti nell’ex-carcere, su via San Nicandro.
A distanza di settimane dalle prime richieste di chiarimento avanzate dal movimento civico “La Svolta”, il silenzio delle istituzioni continua a far discutere. Il sodalizio aveva infatti chiesto spiegazioni ufficiali alla ASL Foggia, alla Regione Puglia e al Comune di San Marco in Lamis, sollecitando risposte sui motivi del mancato avvio della struttura e sui tempi previsti per la sua inaugurazione.
Ad oggi, però, non sarebbe arrivata alcuna comunicazione ufficiale.
Un servizio fondamentale per tutto il territorio.
La Casa della Comunità non è una semplice struttura sanitaria. Rappresenta uno dei pilastri della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77 e finanziata attraverso le risorse del PNRR.
Il nuovo presidio dovrebbe offrire servizi sanitari integrati, assistenza infermieristica di comunità, presa in carico dei pazienti cronici, prevenzione, continuità assistenziale e un punto di riferimento per migliaia di cittadini del comprensorio, compresi quelli di San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico e San Nicandro Garganico.
Proprio per questo motivo il ritardo nell’apertura desta crescente preoccupazione.
Perché nessuno risponde?
La domanda che molti cittadini continuano a porsi è semplice: perché tanto silenzio?
Se esistono problemi tecnici, organizzativi o burocratici, sarebbe opportuno comunicarli con trasparenza. Se, invece, i lavori sono ormai conclusi, perché la struttura non è ancora operativa?
Il silenzio rischia infatti di alimentare dubbi, polemiche e sfiducia nei confronti delle istituzioni, soprattutto considerando che l’opera è stata realizzata grazie a ingenti finanziamenti pubblici.
I cittadini attendono risposte.
La richiesta avanzata da “La Svolta” non appare una polemica fine a sé stessa, ma una legittima domanda di trasparenza nell’interesse della collettività.
I cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato reale della struttura, le eventuali criticità ancora da risolvere e, soprattutto, quando potranno finalmente usufruire di un servizio sanitario considerato strategico per il futuro dell’assistenza territoriale.
La speranza è che ASL Foggia, Regione Puglia e amministrazione comunale rompano al più presto il silenzio, fornendo informazioni chiare e una data certa per l’inaugurazione della Casa della Comunità.
Perché quando si parla di salute pubblica, ogni giorno di attesa pesa sulle esigenze di un intero territorio.
