SAN GIOVANNI ROTONDO – Il campo largo trova la sintesi e scioglie le riserve: sarà Maria Fiore la candidata sindaca alle prossime elezioni comunali del 2026. Dopo giorni di trattative e tensioni tra le forze progressiste, arriva l’accordo tra i principali partiti della coalizione, in particolare Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Partito della Città e liste civiche che questa volta, a differenza del passato, riescono a convergere su un nome unitario.
Chi è Maria Fiore
Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Pascoli-Forgione-Melchionda-De Bonis”, Maria Fiore è un volto noto nella sua città. La sua candidatura rappresenta una sintesi tra esperienza amministrativa, impegno civile e radicamento sul territorio.
Alle ultime elezioni regionali, candidata nella lista del Partito Democratico in ticket con l’assessore regionale Raffaele Piemontese, ha sfiorato l’elezione raccogliendo ben 7.882 preferenze, di cui 3.490 solo a San Giovanni Rotondo.
Cresciuta in una famiglia profondamente legata alla spiritualità di Padre Pio, simbolo della città, Fiore ha costruito il suo percorso tra studio e professione: laureata in Giurisprudenza, ha inizialmente esercitato la professione forense, per poi dedicarsi all’insegnamento per circa dieci anni. Dal 2014 ricopre incarichi dirigenziali in diverse scuole della provincia.
L’unità del campo largo
Determinante, per arrivare alla candidatura unitaria, è stato il passo indietro di altri esponenti politici locali. In nome della coesione della coalizione, hanno rinunciato alla corsa l’ingegnere Giuseppe Siena, già assessore nella giunta Crisetti, e il sindacalista Giuseppe Mangiacotti, ex consigliere comunale.
Una scelta che ha permesso di superare le divisioni e presentarsi agli elettori con una proposta condivisa.
Maria Fiore, inoltre, è legata a una famiglia con una storia politica locale: è sposata con Salvatore Mangiacotti, già sindaco della città tra il 2005 e il 2007.
Una città al voto dopo il commissariamento
Le elezioni comunali si terranno domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026, con eventuale turno di ballottaggio previsto per il 7 e 8 giugno.
San Giovanni Rotondo arriva a questo appuntamento elettorale dopo una fase delicata: il Comune è infatti commissariato da novembre scorso, quando nove consiglieri hanno determinato la fine anticipata dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Filippo Barbano, rimasto in carica per circa 18 mesi.
Insieme a Lucera, San Giovanni Rotondo rappresenta uno dei centri più importanti chiamati al voto in questa tornata elettorale in provincia di Foggia.
La sfida elettorale
La candidatura di Maria Fiore segna dunque un nuovo punto di partenza per il campo progressista, che punta a riconquistare la guida della città puntando su un profilo civico e istituzionale.
Resta ora da capire quale sarà la composizione definitiva degli schieramenti avversari e quali temi entreranno al centro della campagna elettorale, in una città simbolo del Gargano, conosciuta in tutto il mondo per la figura di Padre Pio e per il forte richiamo religioso e turistico.
