La politica a San Marco in Lamis non conosce tregua. Quello che era iniziato nell’ottobre 2021 come un mandato di continuità per il sindaco Michele Merla, rieletto con 2533 preferenze e sorretto apertamente dall’assessore regionale Raffaele Piemontese, si è trasformato col tempo in un intricato puzzle di alleanze, addii e nuove ambizioni che guardano già al prossimo orizzonte elettorale.
Il risultato delle ultime comunali resta scolpito nella cronaca locale per quel duello per il secondo posto deciso da un soffio: l’avvocato Antonio Turco (1639 voti) la spuntò sul chirurgo Tiziano Paragone (1631) per soli otto voti. Ma è all’interno della maggioranza “PER SAN MARCO” che si sono consumati i cambiamenti più radicali.
La corazzata iniziale ha perso pezzi da novanta. Prima l’uscita di Angelo Ianzano, recordman di preferenze (1014 voti) e allora vice-sindaco; poi quella di Sacha Mauro De Giovanni, assessore e ultimo degli eletti con 177 voti, uscito fuori sbattendo la porta e poi sparito dalla scena pubblica attiva. Due defezioni che hanno portato in giunta Paolo Soccio e Luigi Tricarico, ridisegnando un Consiglio che oggi vede la maggioranza ferma a 9 componenti contro i 7 dell’opposizione (che continua ad esistere solo sulla carta).
A rimescolare ulteriormente le carte è stato il recente voto per le Regionali 2025. Angelo Ianzano, candidato nella lista “Avanti Popolari per Decaro”, ha incassato in città circa 2000 voti. Un consenso massiccio che oggi profuma di investitura: molti vedono in questo risultato il trampolino per una sua candidatura a sindaco, alla guida di una coalizione di moderati e “facce pulite”.
In questo scenario si inserisce l’indiscrezione su Nicola Potenza. L’attuale vice-sindaco (esterno, non candidatosi nel 2021) potrebbe essere prossimo a lasciare l’incarico. Resta da capire se sceglierà di correre in prima persona o se farà confluire il suo pacchetto di voti proprio su Ianzano. Una mossa che metterebbe in scacco Luigi Tricarico, espressione politica del gruppo che fa capo all’ex farmacista Ciro Nardella (suocero di Potenza).
Non mancano poi le manovre sui tavoli regionali. Si rincorrono voci su un possibile asse tra il neo-eletto consigliere regionale Napoleone Cera e il Partito Democratico. Un’alleanza che però resta congelata: finché Cera rimarrà nelle fila della Lega, l’intesa con i dem è tecnicamente impossibile. L’invito che circola nei corridoi politici è chiaro: un passaggio rapido verso la coalizione di Antonio Decaro, neo-governatore della Puglia, per sbloccare nuovi equilibri anche a livello locale.
Sebbene i numeri per una caduta anticipata di Merla non sembrino esserci, il clima è già da campagna elettorale. Le incognite sono molte: si voterà tra meno di un anno (ottobre-novembre 2026) o si scivolerà alla finestra della primavera-estate 2027?
E non è tutto, bisognerà capire cosa farà Paolo Soccio, assessore alle politiche sociali in carica e possibile aspirante candidato primo-cittadino, da tempo sparito da tutti i radar e impegnato quotidianamente nell’esilio calcistico in chiave rignanese. Allo stesso modo bisognerà capire cosa farà la vecchia guardia del PD, in chiara rotta di collisione con l’attuale reggenza del partito. Resterà nel gruppo o appoggerà un’altra coalizione? La storia insegna che nel bene e nel male questo gruppo, seppur fratturato al suo interno, è sempre rimasto compatto. Gli ordini di scuderia non si discutono, si vota “falce e martello”, ovvero quello che oggi è l’erede di un glorioso partito, l’ex-PCI, divenuto negli anni PD.
La cosa certa è che Merla, che come dicevamo gode dell’appoggio incondizionato dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, finirà tranquillamente il suo mandato, anche perché in presenza di una crisi numerica otterrebbe l’appoggio esterno di un esponente della minoranza (chi sarà?).
Se non decidesse di scendere in campo per il terzo mandato consecutivo per Merla sarebbe pronto già un incarico non elettivo in un Ente sovracomunale a livello provinciale o regionale, che gli permetterebbe di continuare a fare politica, ma su fronti differenti da quelli attuali. Si vocifera un suo inserimento nell’Acquedotto Pugliese, di cui si occuperà a livello regionale proprio Piemontese.
In politica, si sa, ogni elezione è a sé stante e le Comunali sfuggono spesso alle logiche dei partiti nazionali. Capire oggi cosa accadrà tra dodici o diciotto mesi è un esercizio difficile, ma una cosa è certa: la corsa per Palazzo di Città è già iniziata.
L’uomo da battere resta Merla, questo è un inconfutabile assioma.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi. Restate sintonizzati per i futuri aggiornamenti.
Ghino Di Tacco, un lettore appassionato di politica
