Il percorso di rinnovamento della sanità territoriale in provincia di Foggia segna un punto di svolta decisivo. Con l’avvio della consegna di arredi, attrezzature sanitarie e tecnologie elettromedicali, il progetto delle Case e degli Ospedali di Comunità esce dalla fase dei cantieri edili per entrare finalmente in quella operativa. Si tratta di un passo fondamentale previsto dalla Missione 6 del PNRR, che vede l’ASL Foggia impegnata in una corsa contro il tempo per rispettare la prima scadenza fissata al 31 maggio 2026.
Le operazioni di allestimento sono iniziate in tre centri chiave del Gargano: San Marco in Lamis, Vieste e Monte Sant’Angelo. Queste località rappresentano le prime tappe di un cronoprogramma serrato che, nelle prossime settimane, coinvolgerà progressivamente tutte le altre sedi della provincia, di pari passo con il completamento dei lavori strutturali.
L’investimento messo in campo è imponente e mira a trasformare radicalmente il volto dell’assistenza sanitaria locale. Grazie a un Accordo Quadro di oltre 2,6 milioni di euro, le nuove strutture saranno dotate di arredi sanitari e d’ufficio scelti in base ai fabbisogni specifici di ogni comune. A questo si aggiunge l’acquisizione di nuove dotazioni tecnologiche e dispositivi elettromedicali tramite gli accordi Consip, garantendo così standard di cura moderni ed efficienti.
Complessivamente, la strategia per la Capitanata prevede un investimento totale di 12 milioni di euro per la realizzazione di 7 Ospedali di Comunità e 26 Case della Comunità, mettendo a disposizione dei cittadini ben 140 nuovi posti letto. Ma, al di là dei numeri, il vero valore dell’operazione risiede nel nuovo modello di cura. L’obiettivo è quello di creare una sanità “su misura”, più vicina alle persone, capace di prendere in carico i pazienti cronici direttamente sul territorio ed evitare che i grandi ospedali vengano intasati da prestazioni che possono essere gestite con efficacia a livello locale.
Marcello Tedone, Direttore del Dipartimento Tecnostrutture dell’ASL Foggia, ha sottolineato come questo passaggio segni il passaggio dal concetto di “infrastruttura” a quello di “servizio”. L’obiettivo finale resta quello di rendere questi presidi pienamente funzionanti nel minor tempo possibile, trasformandoli in punti di riferimento certi per la continuità assistenziale e la salute dei cittadini della provincia.
