Carissimo Direttore,
il Parco dei Dinosauri di Borgo Celano torna sotto i riflettori dopo una delibera della giunta Merla. Questa volta non soltanto per la sua storia, per le impronte preistoriche che hanno reso il Gargano uno dei territori più interessanti dal punto di vista paleontologico o per il suo potenziale turistico.
Al centro della discussione c’è la convenzione tra il Comune di San Marco in Lamis e l’Ente Parco Nazionale del Gargano, il valore economico attribuito al complesso, il sistema degli incassi e, soprattutto, il futuro di una struttura che avrebbe bisogno di interventi di manutenzione, riqualificazione e adeguamento.
La Giunta comunale, con la deliberazione n. 52 del 10 giugno 2026, ha preso atto della relazione estimativa predisposta dal Responsabile del Settore Urbanistica e ha dato indirizzo agli uffici per avviare il procedimento di revisione e aggiornamento delle condizioni economiche della convenzione sottoscritta nel 2017.
Il dato che più colpisce è quello della nuova stima: 15.600 euro all’anno, pari a 1.300 euro al mese.
Una cifra che apre inevitabilmente una discussione sul valore reale del complesso e sulle sue potenzialità.
Il Parco dei Dinosauri non nasce come una piccola struttura turistica.
Nel corso degli anni il Comune di San Marco in Lamis e l’Ente Parco Nazionale del Gargano hanno investito sul complesso di Borgo Celano. Nel 2010, in particolare, la Giunta comunale approvò il progetto definitivo ed esecutivo per il “Completamento e Ampliamento del Parco Paleontologico e dei Dinosauri”, per un importo complessivo di 2 milioni di euro. I lavori furono avviati nel 2014 e completati nel 2015.
Nel 2017 il Consiglio comunale dispose l’affidamento in concessione all’Ente Parco Nazionale del Gargano del complesso immobiliare comunale comprendente Centro Visite, Parco Paleontologico e Museo dei Dinosauri. La convenzione fu sottoscritta il 24 febbraio 2017 e la sua scadenza è fissata al 13 agosto 2037.
Stiamo quindi parlando di un patrimonio pubblico importante, costruito attraverso investimenti e finanziamenti e pensato per diventare uno dei motori dell’offerta turistica di San Marco in Lamis e del Gargano.
Il problema è che una struttura turistica, per quanto importante, non vive soltanto della propria storia.
Il Parco dei Dinosauri ha bisogno di manutenzione e interventi di riqualificazione.
Occorre ripristinare servizi oggi non funzionanti, verificare strutture e impianti e soprattutto accertare che ogni elemento destinato ai visitatori sia pienamente conforme alle normative vigenti in materia di sicurezza.
Serve inoltre una revisione complessiva della segnaletica interna ed esterna, che dovrebbe essere aggiornata, resa più leggibile e coerente con un moderno percorso turistico e didattico.
Sono interventi che non possono essere considerati secondari.
Un museo e un parco paleontologico che ambiscono a rappresentare un’eccellenza del territorio devono offrire ai visitatori non soltanto dinosauri e reperti, ma anche servizi efficienti, percorsi sicuri, informazioni aggiornate e un ambiente curato.
Ed è proprio in questo contesto che la cifra di 1.300 euro al mese assume un significato particolare.
Il dato dell’affluenza che viene indicato per il Parco parla di oltre 20.000 visitatori all’anno. Un numero che, se confermato dai dati ufficiali della bigliettazione, evidenzia le potenzialità economiche e turistiche della struttura.
Non significa, naturalmente, che 20.000 visitatori equivalgano automaticamente a 20.000 biglietti paganti né che il valore locativo possa essere calcolato semplicemente dividendo gli incassi per il numero degli ingressi.
Ma è difficile non porsi una domanda: 15.600 euro all’anno sono davvero un valore adeguato per un complesso di questa importanza?
La relazione comunale individua questa cifra come valore locativo annuo. Ma il dibattito politico e amministrativo non può fermarsi al dato tecnico.
Bisogna considerare anche la capacità del Parco di produrre turismo, economia e indotto, oltre agli investimenti necessari per mantenerlo competitivo.
La stessa deliberazione della Giunta fotografa una situazione tutt’altro che semplice.
La convenzione del 2017 prevedeva che l’immobile fosse concesso a titolo gratuito, ma che il gestore garantisse al Comune entrate derivanti dalla gestione del Parco.
Il meccanismo prevedeva una quota del 30% calcolata sull’80% del prezzo di ciascun biglietto di ingresso, oltre a 0,50 euro per ogni biglietto relativo al parcheggio.
Secondo il Comune, nel corso degli anni il sistema avrebbe evidenziato criticità nella verifica della bigliettazione e nella determinazione delle somme effettivamente spettanti all’ente.
La deliberazione riferisce inoltre che l’Amministrazione ha dovuto ricorrere più volte a diffide e messe in mora dell’Ente Parco per la determinazione delle somme da corrispondere, citando anche le richieste relative al 2025.
Proprio le difficoltà del vecchio sistema hanno spinto l’Ente Parco a proporre una modifica della convenzione.
L’idea è quella di abbandonare il sistema basato sulla percentuale degli incassi e introdurre un canone fisso annuale, con una ripartizione del 70% a favore della parte concessionaria e del 30% a favore della parte concedente.
La proposta prevede anche una gestione affidata tramite gara aperta e la possibilità per il futuro gestore di realizzare interventi di miglioramento del complesso, anche attraverso finanziamenti pubblici e privati.
A carico del gestore resterebbero inoltre gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Ed è proprio questo il punto sul quale sarà necessario fare chiarezza: chi investirà concretamente sul Parco? Con quali risorse? E in quali tempi?
Oggi la struttura di Borgo Celano risulta indicata come gestita dalla Green Solutions s.r.l.s., che compare anche nei materiali ufficiali del Parco come concessionaria.
Ed è qui che nasce un ulteriore interrogativo sul futuro.
Se il soggetto che di fatto opera nel settore delle attrazioni naturalistiche e didattiche sta sviluppando o realizzando una struttura analoga e nuova in un’altra area del Gargano, è legittimo chiedersi quale sia il progetto industriale e turistico per Borgo Celano.
È una domanda che non implica, di per sé, l’esistenza di una volontà di abbandonare il Parco dei Dinosauri. Ma proprio perché il futuro della struttura è oggi oggetto di revisione, sarebbe opportuno che Comune, Ente Parco e gestore chiarissero pubblicamente quali investimenti intendano effettuare a Borgo Celano e quale ruolo continuerà ad avere il sito nel loro progetto turistico.
Il rischio da evitare è quello di trovarsi davanti a un patrimonio pubblico progressivamente impoverito mentre, parallelamente, vengono sviluppate nuove realtà altrove.
Non basta, infatti, che il Parco rimanga aperto.
Deve essere curato, mantenuto, aggiornato e rilanciato.
La questione dei 15.600 euro annui dovrebbe quindi essere soltanto una parte del problema.
Se il Comune vuole rivedere la convenzione, sarebbe opportuno che il nuovo accordo stabilisse con estrema chiarezza:
- quali interventi di manutenzione dovranno essere effettuati;
- quali servizi dovranno essere ripristinati;
- quali adeguamenti alla sicurezza saranno necessari;
- entro quali tempi dovranno essere realizzati;
- chi dovrà sostenerne i costi;
- come dovranno essere controllati gli incassi;
- quali standard qualitativi dovrà garantire il gestore;
- quale piano di promozione turistica dovrà essere adottato;
- quali investimenti saranno necessari per rendere nuovamente attrattiva la struttura.
Perché un canone fisso può semplificare i rapporti economici tra gli enti, ma non può diventare il punto di arrivo della discussione.
Il vero obiettivo dovrebbe essere quello di riportare il Parco dei Dinosauri ai livelli che merita.
La Giunta, intanto, ha messo un punto fermo: prima della revisione delle condizioni economiche dovranno essere regolarizzati i pagamenti pregressi.
In caso contrario, il Comune valuterà anche la possibilità di arrivare alla risoluzione della concessione.
La modifica della convenzione non è comunque ancora definitiva. La Giunta ha dato mandato agli uffici di avviare il procedimento, ma l’eventuale revisione dovrà essere successivamente valutata e approvata dal Consiglio comunale.
Il Parco dei Dinosauri rappresenta una delle realtà turistiche più importanti di San Marco in Lamis.
Il Comune ha investito milioni di euro nella sua realizzazione e il territorio ha una peculiarità che pochi altri possono vantare: le vere orme di dinosauri rinvenute sul Gargano e un percorso museale e naturalistico costruito intorno a questa straordinaria testimonianza del passato.
Oggi, però, quella struttura ha bisogno di una nuova stagione.
Non di essere semplicemente amministrata.
Non di essere semplicemente aperta al pubblico.
Ma di essere rilanciata.
Se i visitatori sono davvero oltre 20.000 ogni anno, se il sito possiede un valore turistico riconosciuto e se esiste ancora un enorme potenziale inespresso, allora la discussione sui 1.300 euro mensili non può esaurirsi in una questione contabile.
La domanda vera è un’altra:
quanto vuole investire il territorio sul proprio Parco dei Dinosauri?
E soprattutto: chi sarà disposto a farlo?
Il nuovo accordo tra Comune ed Ente Parco potrebbe rappresentare l’occasione per dare una risposta definitiva. Ma soltanto se accanto al nuovo modello economico verrà costruito un vero piano di rilancio, manutenzione, sicurezza e valorizzazione di Borgo Celano.
Perché lasciare che una struttura costata milioni di euro perda progressivamente servizi, attrattività e capacità di competere sarebbe un errore che San Marco in Lamis non può permettersi.
Attendiamo risposte.
Michele Nardella, lettore e cittadino curioso
