A San Marco in Lamis la politica locale sembra essere entrata in una fase di forte movimento sotterraneo, in cui contatti informali, ricostruzioni e ipotesi si intrecciano fino a rendere sempre più sfumato il confine tra strategia e semplice indiscrezione. Nei giorni scorsi, anche un incontro informale — un caffè tra chi scrive e rappresentanti del Partito Democratico e della Lega in momenti separati — ha contribuito a riaccendere il dibattito su un possibile accordo politico-programmatico in vista delle prossime amministrative.
Si tratta, è bene chiarirlo, di scenari ancora tutti da verificare, ma che a livello locale hanno già prodotto una conseguenza evidente: il ritorno con forza del tema delle “alleanze impossibili” e delle convergenze che fino a poco tempo fa sarebbero apparse difficilmente ipotizzabili. In particolare, si parla con insistenza di un possibile avvicinamento tra Partito Democratico (di Michele Merla, perché senza di lui il PD non esiste) e Lega (di Angelo e Napoleone Cera, quest’ultimo consigliere regionale in carica), due forze che negli ultimi anni hanno occupato posizioni opposte all’interno dell’aula consiliare, alternando fasi di maggioranza e opposizione e mantenendo un confronto politico spesso molto acceso.
Merla e Cera smentiscono con insistenza, ma hanno qualcosa che li accomuna in maniera chiara: non vogliono lasciare la città nelle mani del probabile nuovo sindaco Angelo Ianzano.
È vero: in politica nulla può essere escluso a priori. Le alleanze cambiano, i rapporti di forza si ridefiniscono e ciò che oggi appare improbabile può trasformarsi domani in una scelta di governo. Tuttavia, nel caso sammarchese, non si può ignorare il peso della storia recente: contrapposizioni nette, scontri politici duri e, in alcune circostanze, anche contenziosi finiti davanti alla magistratura amministrativa. Una memoria politica che continua a incidere sul modo in cui gli elettori leggono ogni possibile evoluzione.
In questo contesto, un nome continua a emergere come punto centrale del quadro elettorale: quello di Angelo Ianzano. La sua posizione, costruita nel tempo attraverso una presenza costante sul territorio (ma non in Consiglio comunale) e un’attività politica meno esposta ma continua, lo colloca oggi — secondo molte letture — come il principale candidato da battere. Il politico che fa politica da una vita, ma che oggi per il popolo rappresenta l’anti-politica. È proprio attorno a questa figura che si inseriscono le valutazioni sugli eventuali riassetti degli altri schieramenti.
L’ipotesi di una convergenza tra Partito Democratico e Lega, infatti, non viene letta da tutti nello stesso modo. Da un lato si parla di possibile esigenza di stabilità amministrativa e riorganizzazione del quadro politico; dall’altro si sottolinea il rischio di un’operazione percepita come puramente tattica, con l’obiettivo implicito di riequilibrare la competizione elettorale. In ogni caso, un’eventuale intesa avrebbe inevitabili conseguenze sugli equilibri complessivi.
Ma è dentro i due schieramenti che si registrano le tensioni più interessanti. Una parte significativa di militanti e amministratori, sia nel Partito Democratico sia nella Lega, non guarderebbe con favore a un’alleanza di questo tipo. Il rischio concreto, secondo queste letture, è quello di una frattura interna: elettori che potrebbero non seguire le indicazioni dei maggiorenti, candidati pronti a sfilarsi oppure, semplicemente, una quota di voti che potrebbe confluire su altre liste o tradursi in astensione. Un elemento che, in un contesto già frammentato, potrebbe incidere in modo decisivo.
A rendere il quadro ancora più dinamico, secondo alcune interpretazioni circolanti in città, vi sarebbe anche un effetto “attrazione del vincitore”. Dopo le recenti attenzioni investigative della Guardia di Finanza che hanno interessato il territorio, si sarebbe rafforzata l’idea che una parte della politica locale sia pronta a riorientarsi rapidamente verso chi appare più solido sul piano del consenso. In questa lettura, proprio Angelo Ianzano rappresenterebbe il riferimento principale, con il rischio — per i suoi avversari — di un ulteriore consolidamento della sua posizione.
Secondo questa chiave di lettura, alcuni spostamenti avvenuti negli ultimi anni avrebbero contribuito a mantenere sostanzialmente stabili gli equilibri amministrativi, permettendo alla maggioranza di governare con continuità per circa un decennio. Una continuità che oggi diventa uno degli elementi più discussi nella lettura della fase politica attuale.
Sul piano istituzionale, poi, non mancano polemiche che riguardano la gestione del confronto consiliare. Una parte dell’opinione pubblica ha puntato l’attenzione sul ruolo della presidente del Consiglio comunale, Annalisa Sassano, che scalpiterebbe per una possibile discesa in campo quale candidata alla carica di sindaco, dopo l’esperienza assessorile e alla guida della massima assise cittadina, ritenuta da alcuni osservatori non sufficientemente incisiva nel contenere i toni particolarmente accesi registrati in aula. Avrebbe permesso di dire tutto contro Ianzano, proprio quel politico grazie al quale è stata eletta in tandem. Un atteggiamento che in molti definiscono un autogol.
Tra gli episodi richiamati vi sono gli attacchi politici rivolti da Angelo Cera, dal sindaco del Partito Democratico Michele Merla e dall’assessora Caterina Ferro nei confronti dello stesso Ianzano, soprattutto in relazione alle sue ripetute assenze in Consiglio Comunale. Per alcuni si è trattato di normale dialettica politica, per altri invece di una gestione del confronto istituzionale troppo sbilanciata sul piano dello scontro.
In questo scenario si inserisce anche un’ulteriore ipotesi che circola negli ambienti politici locali: la possibile nascita di una lista civica trasversale, già informalmente e ironicamente indicata come “Continua Sammarco”, che potrebbe raccogliere sensibilità provenienti da entrambi gli schieramenti oggi in discussione. Un progetto che, se dovesse concretizzarsi, segnerebbe un ulteriore passo verso la ridefinizione degli schemi tradizionali della politica cittadina.
Resta però un dato di fondo: al momento tutto appare ancora fluido, in evoluzione e in parte anche contraddittorio. Ma proprio questa incertezza, tipica delle fasi pre-elettorali, rende ogni movimento potenzialmente decisivo. Perché nella politica locale, più che le certezze, spesso contano le percezioni — e ciò che oggi è solo un’ipotesi, domani può diventare un nuovo equilibrio di governo.
Vedremo cosa accadrà da settembre in poi; intanto, ad oggi, Cera e Merla dicono di no a un’alleanza che sarebbe contestata anche a livello provinciale, regionale e nazionale. Nel frattempo si attende di sapere ancora e ufficialmente perché Angelo Ianzano ha lasciato la maggioranza Merla da uomo più suffragato in città alle Amministrative del 2021 e alle Regionali del 2025.
Ghino Di Tacco, un lettore affezionato alla politica
