Le elezioni provinciali del 19 aprile in Capitanata riaccendono il dibattito interno al centrodestra. A intervenire con toni netti è Napoleone Cera, che lancia un monito chiaro: senza coerenza politica, il rischio è quello di smarrire credibilità e consenso.
“Una spia rossa che non può essere ignorata”.
Secondo Cera, il voto provinciale ha evidenziato criticità profonde, soprattutto in alcuni territori chiave della provincia di Foggia. Il caso emblematico è quello di San Severo, dove l’unica eletta della città nel nuovo Consiglio provinciale è Raffaella Vene, entrata con una lista civica collegata al presidente Nobiletti.
Un risultato che, secondo l’esponente della Lega, rappresenta un segnale politico tutt’altro che marginale: “Un campanello d’allarme che non può passare sotto silenzio”.
Il nodo San Giovanni Rotondo.
Ancora più delicata la situazione a San Giovanni Rotondo, dove si tornerà alle urne il 24 e 25 maggio 2026 dopo il commissariamento del Comune.
Qui il centrodestra si presenta con la coalizione “Progetto Futuro”, a sostegno della candidata sindaca Floriana Natale. Una coalizione che però, secondo Cera, appare politicamente contraddittoria.
Nel mirino finisce la presenza della lista “In…Formazione”, che solo nel 2024 faceva parte di uno schieramento differente, a sostegno dell’allora candidato Filippo Barbano.
“Dov’è la coerenza?”.
Le domande poste da Cera sono dirette e senza filtri: “Dov’è il confine? Dov’è la coerenza? Dov’è l’alternativa?”
Secondo il consigliere regionale, costruire coalizioni ibride rischia di minare alla base la fiducia degli elettori: “Non si può chiedere consenso al centrodestra e poi creare contenitori buoni per tutto e per il contrario di tutto. Così non si allarga il consenso: lo si tradisce”.
L’appello agli alleati.
Nel suo intervento, Cera chiama in causa anche gli alleati nazionali del centrodestra, invitando Forza Italia e Fratelli d’Italia a prendere posizione.
“Serve un sussulto politico – sottolinea – perché senza identità non c’è credibilità. E senza credibilità non c’è futuro”.
Un segnale per tutta la Capitanata.
Il messaggio lanciato da Cera va oltre i singoli casi locali e si estende all’intero scenario politico della Capitanata. Le dinamiche emerse nelle ultime consultazioni, infatti, pongono interrogativi più ampi sulla tenuta delle coalizioni e sulla capacità dei partiti di mantenere una linea chiara e riconoscibile.
In vista delle prossime amministrative, il tema dell’identità politica potrebbe diventare decisivo per il futuro degli equilibri nel territorio.
