E’ stata una bella serata d’agosto, conviviale e ricca di spunti creativi, quella vissuta ieri sera in paese tra via Roma (di fronte alla salumeria Lombardi) e la maestosa Piazza Madonna delle Grazie, in un ambiente gremito di persone tra cui molti vacanzieri.

Una serata organizzata da Antonio Turco, noto personaggio del luogo – avvocato e politico -, cominciata all’imbrunire, come si conviene ai poeti de la “La Puteca“, almeno di ciò che resta del glorioso sodalizio letterario, fondato alcuni anni fa in paese col proposito di diffondere la parola dialettale. Ieri sera ne mancava un buon numero di aderenti ma nonostante ciò abbiamo apprezzato molto l’allettante, ottima performance poetica evocata attraverso le voci di Pierino Villani, che è un po’ il referente dell’Associazione, Antonio Villani, il poeta più prolifico avendo allargato i suoi spazi creativi alla canzone, Michele Totta, sammarchese residente a San Giovanni Rotondo, e Michele Giuliani, più noto come Mikalett, che ha cantato tra l’altro “L’Alleluja” su testo di Antonio Villani.

A ciò bisogna aggiungere la presenza straordinaria di Gino Caiafa, artista poliedrico dotato di una voce profonda e teatrale che ben si adatta a pronunciare versi poetici. Ieri sera ci ha deliziati, e con noi tutta la numerosa platea presente in piazza, declamando alcune poesie di Joseph Tusiani, il poeta più famoso del nostro paese, tra cui la famosa esilarante “arringa” dell’avvocato don Fabio Nardella, più volte descritta dall’autore e presente anche nel suo romanzo “Quando la Daunia bruciava” (riferita a don Fanciullo) di recente scoperta.

Presente anche Paolo Ceddia, compositore e poeta dialettale, residente a Venaria (Torino) che, fedele al suo ruolo di affabulatore, si è soffermato sul passato, sui particolari del vissuto. In fondo un po’ come hanno fatto tutti. D’altra parte la poesia vernacolare ha questo potere (senz’altro il suo compito più ambito) di riportarci indietro nel tempo, di accendere la memoria, rievocando così in modo struggente quei ricordi per niente dimenticati, con il pronunciamento di quelle parole a volte cadute in disuso che fa sempre piacere riascoltare.  

Quei testi sono stati declamati su alcune basi sonore di sottofondo provenienti dai canti popolari di San Marco in Lamis (interpretati dai Festa Farina e Folk) elaborate al mixer da Donato Parisi e Marianna Pontonio, prezioso supporto per infondere più profondità alla parola dialettale.

Una serata, splendida nei suoi momenti più conviviali, voluta come si è già detto da Antonio Turco, che, fedele alle sue “promesse elettorali”, ha inteso così “regalare” (simpaticamente e con tanta ironia), tra le tante cose anche un gustoso panino con la mortadella (da qui l’intestazione dell’evento), prodotto dalla vicina salumeria Lombardi, offerto (si fa per dire) al posto del panino con prosciutto promesso allora in caso di vittoria. 

Infine nella vicina Piazza Madonna delle Grazie si è svolto subito dopo lo spettacolo musicale di intrattenimento con il complesso gli Albatros di San Severo. 

Luigi Ciavarella            

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