Il Codà Lounge Club-Pasteus di San Giovanni Rotondo ha ospitato venerdì sera un incontro che ha segnato un punto di svolta nel dibattito pubblico locale. “La Fabbrica delle Idee” ha registrato il tutto esaurito, vedendo la partecipazione attiva di cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali uniti da un unico obiettivo: scuotere la città dal basso.
Turismo e Territorio: oltre il modello “mordi e fuggi”.
Uno dei nodi centrali emersi dal dibattito riguarda il turismo. La necessità condivisa è quella di superare il modello delle presenze “di passaggio” per puntare su una strategia di coesione con gli altri comuni del Gargano.
- Formazione: investire sulla preparazione del personale.
- Identità: rilanciare il centro storico e tutelare gli antichi mestieri.
- Urbanistica: rigore nel contrasto agli abusi e una pianificazione che guardi al lungo periodo.
Cultura e Giovani: il sogno di un Teatro Comunale.
La cultura è stata definita il motore necessario per riavvicinare i giovani alla vita pubblica. È emersa con forza la richiesta di una struttura teatrale agibile e di un teatro comunale che non sia solo un edificio, ma un polo per le associazioni locali. L’obiettivo è una programmazione stabile, capace di varcare i confini cittadini e attrarre pubblico da tutta la provincia.
Socialità e Terza Età: “la città non può spegnersi alle 19”.
Particolare attenzione è stata rivolta alle fasce più fragili. Tra le proposte concrete spicca l’istituzione di un centro sociale per anziani, fondamentale per contrastare la solitudine in una città che, nelle ore serali, rischia la desertificazione.
“San Giovanni ha risorse e idee, ma senza metodo il cambiamento si blocca” – è stato il monito lanciato durante la serata, sottolineando come la mancanza di coordinamento negli eventi e nei lavori pubblici sia il principale ostacolo allo sviluppo.
Un richiamo all’unità politica.
Gli interventi istituzionali (tra cui quelli di Claudio Russo, Giuseppe Miglionico, Pio Cisternino, Giosuè Del Vecchio e Costanzo Cascavilla) hanno ribadito l’urgenza di uno “scossone” politico. La parola d’ordine è unità: valorizzare l’enogastronomia e le potenzialità inespresse del territorio per combattere rassegnazione e sfiducia.
L’incontro si è concluso con un auspicio che sa di promessa: “Forza San Giovanni Rotondo”, un invito a trasformare le idee emerse in azioni concrete per il bene della comunità.
