Svolta epocale per la gestione dell’acqua in Puglia: il Comune di San Marco in Lamis, insieme ad altri cinque enti locali, entra ufficialmente nella governance di AQP. Il sindaco Merla: «L’acqua resta un bene pubblico, un traguardo storico per il territorio».
Una rivoluzione nella governance
Si è concluso il 30 dicembre 2025, presso la Presidenza della Regione Puglia, un atto destinato a cambiare il futuro del servizio idrico integrato. Con la firma del Presidente Michele Emiliano, è stato formalizzato il trasferimento gratuito di quote del capitale sociale di Acquedotto Pugliese S.p.A. a sei Comuni pionieri: San Marco in Lamis, Bari, Mesagne, Cellamare, Minervino Murge e Crispiano.
Questa operazione trasforma i Comuni da semplici utenti a veri e propri comproprietari del più grande acquedotto d’Europa, mettendo in sicurezza il modello pubblico proprio alla vigilia della scadenza della concessione (fissata per il 31 dicembre 2025).
Perché è un passaggio fondamentale?
L’ingresso dei Comuni nella compagine societaria non è solo un atto simbolico, ma una necessità strategica per:
- Evitare le gare private: Grazie al modello dell’in house providing, la gestione resta pubblica, evitando che soggetti privati possano trarre profitto da un bene primario.
- Controllo dal basso: Attraverso una “società veicolo”, i sindaci eserciteranno un controllo congiunto sulle strategie e sugli investimenti di AQP.
- Democrazia territoriale: Anche i centri più piccoli avranno voce in capitolo grazie a un sistema di governance basato su fasce di popolazione.
