Per il popolo di San Marco in Lamis, il 15 settembre rappresenta molto più di una semplice festa liturgica: è il momento in cui si rinnova un legame di fede che affonda le sue radici in secoli di storia e tradizione. La Madonna Addolorata, protettrice della comunità, incarna un sentimento di devozione che si tramanda di generazione in generazione, segnando l’identità religiosa e culturale del paese.
La festa si inserisce nel contesto più ampio della Settimana Santa, con un collegamento profondo alla solennità dell’Esaltazione della Santa Croce del 14 settembre. Questo passaggio spirituale collega il dolore di Maria, madre di Cristo, al sacrificio redentore del Figlio, un legame vissuto con intensità dalla comunità sammarchese.
Le origini della devozione e della chiesa dell’Addolorata
La chiesa dedicata alla Madonna Addolorata fu fondata nel 1717 dal canonico don Costantino Iannacone, animatore della devozione mariana nel paese. Originariamente una cappella, l’edificio fu progressivamente ampliato per accogliere il crescente numero di fedeli e per rispondere alle esigenze di una comunità in crescita.
Nel 1749 fu istituita la confraternita dei Sette Dolori, incaricata di custodire e promuovere il culto alla Vergine Addolorata e di accompagnare spiritualmente la popolazione nelle sue speranze e nei suoi dolori. La confraternita ha svolto anche un ruolo sociale rilevante, divenendo un punto di riferimento religioso, culturale e persino assistenziale per la comunità.
La festa e i riti tradizionali
La celebrazione del 15 settembre raggiunge l’apice con la Santa Messa nella storica chiesa presieduta quest’anno da S.E. Mons. Giorgio Ferretti, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino, evento che sottolinea l’importanza religiosa e simbolica della ricorrenza.
Tra i momenti più significativi della devozione ci sono le processioni, il canto dei fedeli e le preghiere che accompagnano la Vergine Addolorata, espressioni di una fede intensa che unisce tutta la comunità. Il culmine è la Festa Patronale del 21 settembre, occasione in cui si rinnova pubblicamente l’amore e la gratitudine verso la Madonna che veglia sul paese.
Un’eredità viva e contemporanea
La devozione alla Madonna Addolorata è un patrimonio vivo che continua a rappresentare un pilastro dell’identità sammarchese. È sostenuta dall’instancabile impegno del parroco don Matteo Ferro, del priore Mº Michelangelo Martino e dell’Arciconfraternita dei Sette Dolori che, dal 1749, guida con dedizione la comunità nel cammino della fede.
La Madonna Addolorata a San Marco in Lamis non è solo un simbolo religioso, ma anche un legame affettivo e culturale che tiene insieme presente e passato, fede e tradizione, doloroso e speranzoso.
