L’ex sindaco e avvocato Michelangelo Lombardi sarebbe la prima scelta di una parte del Partito Democratico. Ma l’ipotesi Nicola Potenza prende sempre più corpo. Sullo sfondo le altre candidature e il futuro di Michele Merla.
Il Partito Democratico di San Marco in Lamis si prepara ad affrontare una delle partite politiche più delicate degli ultimi anni: individuare il candidato sindaco capace di ricompattare il centrosinistra, ricostruire un rapporto di fiducia con l’elettorato e provare a confermare la guida della città.
La situazione, dopo le vicende giudiziarie delle scorse settimane, appare tutt’altro che semplice. E proprio per questo, nelle ultime ore, sarebbero aumentate le pressioni all’interno del PD affinché a scendere in campo possa essere Michelangelo Lombardi, ex sindaco della città e avvocato, figura di lungo corso del centrosinistra sammarchese.
Il pressing su Michelangelo Lombardi.
Lombardi, forte di cinque anni di esperienza alla guida del Comune, viene considerato da una parte del partito (quella storica) come una delle poche figure in grado di ricreare immediatamente un clima di fiducia e di unità.
La sua eventuale candidatura avrebbe soprattutto un valore politico: riportare al centro della scena una figura conosciuta, con una lunga esperienza amministrativa e con rapporti consolidati dentro e fuori San Marco in Lamis.
Al momento, però, Lombardi avrebbe rifiutato l’ipotesi di una candidatura, senza tuttavia chiudere definitivamente la porta, da buon uomo di partito e da politico navigato. L’avvocato avrebbe infatti invitato i suoi compagni di partito ad aspettare e a “pensarci”, lasciando così aperto uno spiraglio. Ma l’ipotesi che scenda in campo direttamente è molto peregrina.
Una disponibilità che, naturalmente, alimenta le speranze di quanti continuano a considerarlo il candidato ideale per una fase politica particolarmente complicata.
Lombardi, negli anni passati, aveva tentato anche la scalata ai vertici provinciali del Partito Democratico, sostenuto politicamente anche da Matteo Renzi, senza però riuscire a conquistare la leadership provinciale. Oggi vive tra il Gargano e la Toscana, ma continua a essere considerato uno degli esponenti del PD sammarchese più conosciuti, preparati e apprezzati.
Nicola Potenza pronto a scendere in campo.
Se Lombardi rappresenterebbe l’esperienza e la memoria amministrativa del partito, Nicola Potenza potrebbe invece rappresentare la soluzione moderata e di sintesi.
L’attuale vice sindaco sarebbe infatti pronto a scendere in campo e la sua candidatura starebbe guadagnando consensi all’interno di una parte del centrosinistra.
Potenza, politicamente indipendente, avrebbe dalla sua la possibilità di parlare a un elettorato più ampio rispetto al tradizionale perimetro del PD. Una caratteristica che potrebbe diventare decisiva nel momento in cui il centrosinistra dovrà costruire una coalizione capace di andare oltre il solo partito.
A sostenerne l’ipotesi ci sarebbe anche il preside Antonio Tosco, mentre nelle ultime ore il nome di Potenza sarebbe stato accostato anche a quello dell’assessore al commercio Caterina Ferro.
Proprio Potenza potrebbe dunque diventare il punto di equilibrio tra il Partito Democratico e quell’area civica e moderata che guarda con interesse al centrosinistra.
Tutti i nomi sul tavolo.
Quello di Lombardi e quello di Potenza non sono però gli unici nomi circolati nelle discussioni interne.
Tra le ipotesi ci sarebbe anche Caterina Ferro, assessore in carica al commercio, che però al momento non sarebbe disponibile a candidarsi.
Un’altra possibilità sarebbe quella di Paolo Soccio, attuale assessore alle Politiche sociali. Il suo nome, tuttavia, incontrerebbe alcune difficoltà legate alla sua posizione all’interno del partito e a una presunta difficoltà nel costruire attorno alla sua candidatura un consenso sufficientemente ampio.
Resta naturalmente sullo sfondo anche il nome del sindaco uscente Michele Merla, per il quale si è parlato di una possibile candidatura a un terzo mandato.
La sua eventuale ricandidatura, però, sarebbe strettamente legata agli sviluppi delle vicende giudiziarie e delle indagini della Guardia di Finanza che hanno interessato il Comune. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e il quadro politico delle prossime settimane a chiarire se questa strada sarà concretamente percorribile.
Potenza possibile punto di sintesi.
Ed è proprio in questo scenario che la candidatura di Nicola Potenza potrebbe assumere un peso sempre maggiore.
Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti politici cittadini, l’attuale vice sindaco potrebbe raccogliere il sostegno di Caterina Ferro, Antonio Tosco e di una parte consistente del Partito Democratico, oltre che di diversi esponenti dell’area civica vicina al centrosinistra.
Un progetto che potrebbe allargarsi anche al mondo cattolico cittadino, con l’ipotesi di costruire un vero e proprio tandem politico e amministrativo capace di mettere insieme esperienze differenti.
La sfida, del resto, non sarà soltanto scegliere un candidato sindaco. Sarà soprattutto riuscire a ricostruire una coalizione credibile dopo una fase politica particolarmente complessa.
Lombardi o Potenza? La partita è ancora aperta.
Per ora, dunque, il PD sammarchese sembra trovarsi davanti a un bivio.
Da una parte Michelangelo Lombardi, l’uomo dell’esperienza, della storia amministrativa e della capacità di ricompattare il partito. Dall’altra Nicola Potenza, figura più moderata e potenzialmente in grado di allargare il consenso oltre i confini tradizionali del PD.
Lombardi, almeno per il momento, avrebbe detto no, ma senza chiudere definitivamente la porta. Potenza, invece, sarebbe pronto.
E proprio quest’ultimo elemento potrebbe risultare decisivo.
Se Lombardi dovesse confermare il proprio passo indietro, la strada per Potenza potrebbe diventare molto più agevole, soprattutto se riuscisse a costruire attorno alla propria candidatura un’alleanza capace di mettere insieme PD, civici, moderati e mondo cattolico.
La partita per la successione a Palazzo di Città, insomma, è appena cominciata. E nel centrosinistra sammarchese nulla sembra ancora deciso.
L’unica certezza è che il prossimo candidato sindaco dovrà essere in grado di fare una cosa che oggi appare tutt’altro che semplice: rimettere insieme un partito e una coalizione che hanno bisogno, prima di tutto, di ritrovare unità e fiducia, che non potranno esimere dalla “questione morale” che tanto appassionava il PD nelle storiche lotte politiche e di militanza partitica.
Le elezioni amministrative del 2027 sono alle porte, i tempi sono strettissimi e la scelta del candidato ufficiale potrebbe ridare grinta a tutta la coalizione, che si candida a guidare la città per la terza consiliatura consecutiva.
Bisognerà infine capire cosa accadrà dalle parti di Angelo Ianzano, candidato sindaco di un gruppo di moderati e uomo sulla carta da battere, e da quelle di Angelo e Napy Cera, impegnati nella costruzione di una lista molto competitiva. A completare il quadro gli outsider: Raffaele Daniele, pronto a scendere in campo con una civica pura, e Saverio Siorini, che si candiderebbe a sindaco con un movimento sovranista. Ma questa è un’altra storia.
