Un episodio che fa riflettere sul rispetto degli spazi pubblici e della convivenza civile.
Ancora una volta la Villa Comunale di San Marco in Lamis finisce al centro delle segnalazioni dei cittadini, ma questa volta non per problemi legati alla manutenzione o al degrado delle strutture, bensì per un gesto di inciviltà che lascia amarezza e indignazione.
Secondo quanto raccontato da alcuni presenti, un giovane, descritto come una persona apparentemente benestante, sarebbe entrato nella Villa Comunale con il proprio cane e avrebbe lasciato che l’animale facesse i propri bisogni sul bordo di un’aiuola, proprio nelle vicinanze dei bambini impegnati nelle attività del Campo Estivo. Dopo l’episodio, l’uomo si sarebbe allontanato senza raccogliere le deiezioni del proprio animale.
Una situazione che ha provocato sconcerto tra i presenti, soprattutto perché poco dopo un bambino sarebbe finito accidentalmente proprio sopra le feci lasciate a terra.
Un episodio che va oltre il semplice “dimenticarsi” un sacchetto: si tratta del mancato rispetto di un luogo pubblico frequentato quotidianamente da famiglie, anziani e soprattutto bambini. La Villa Comunale dovrebbe essere uno spazio di socializzazione, gioco e incontro, non un luogo dove altri cittadini sono costretti a subire le conseguenze della maleducazione altrui.
Il problema, infatti, non riguarda gli animali, che non hanno alcuna responsabilità, ma i comportamenti dei loro proprietari. Portare un cane in un’area pubblica significa anche assumersi il dovere di raccogliere ciò che lascia a terra e rispettare chi quello spazio lo vive.
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice e amara: dove stiamo andando?
Possibile che nel 2026 ci sia ancora chi considera normale lasciare sporchi i luoghi pubblici, soprattutto davanti ai bambini? Possibile che il senso civico debba sempre essere richiamato attraverso controlli e sanzioni?
La Villa Comunale appartiene a tutti. Tenerla pulita non è soltanto un compito dell’Amministrazione o degli operatori ecologici, ma un dovere di ogni cittadino.
Perché il degrado di una città non nasce solo dai grandi problemi: spesso inizia da un piccolo gesto di irresponsabilità lasciato sul marciapiede o dentro un’aiuola.
E a rimetterci, ancora una volta, sono tutti gli altri.
