Il consigliere regionale della Lega interviene in merito al dibattito sollevato da SanMarcoNews.it, ribadendo la natura commerciale dei collegamenti nazionali e i limiti dell’azione politica.
Il dibattito sui collegamenti extra-regionali in autobus, che recentemente ha visto protagonista la comunità di San Marco in Lamis e il comprensorio garganico, si arricchisce di un nuovo capitolo. Al centro della discussione, l’articolo pubblicato da SanMarcoNews.it, che nei giorni scorsi aveva sollevato dubbi circa l’efficacia — e la legittimità — dell’attivismo politico nel tentativo di arginare la sospensione di alcune linee di lunga percorrenza.
A intervenire sulla questione, chiarendo la posizione istituzionale e tecnica in merito alla natura di questi servizi, è il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera.
”Libero mercato e scelte aziendali”
Cera si è distanziato dalle tesi espresse dal portale locale, sottolineando una distinzione fondamentale tra il trasporto pubblico locale (TPL), regolato da contratti di servizio e obblighi di legge, e il trasporto nazionale, che risponde a logiche differenti.
“Non condivido questo articolo” – ha esordito il consigliere – “perché non si può parlare di un ‘diritto’ nel caso delle linee a lunga percorrenza. Queste operano all’interno del libero mercato e, come tali, non sono un servizio garantito dallo Stato o dalla Regione, ma il frutto di una scelta aziendale del singolo vettore.”
Secondo il consigliere regionale, la distinzione è netta: “Non stiamo parlando di linee locali, che seguono dinamiche diverse. Nel trasporto extra-regionale, è evidente che il vettore valuti autonomamente la convenienza economica nel mantenere o meno una specifica tratta. Se manca la sostenibilità, il privato ha la facoltà di rimodulare il servizio.”
Il valore dell’impegno civile
Nonostante la netta distinzione tecnica, Cera non sminuisce l’importanza della mobilitazione dei cittadini, pur avvertendo sui reali margini di manovra dell’intervento politico.
“Prendere le firme è un’iniziativa legittima e utile per sensibilizzare,” chiarisce Cera, “ma bisogna essere onesti con i cittadini: raccogliere firme non risolve il problema alla radice, poiché la decisione finale resta saldamente in capo al vettore. La politica può fare opera di mediazione o pressione, ma non può imporre a un’azienda privata di operare in perdita su tratte che non garantiscono introiti.”
Il tema della mobilità nelle aree interne
Le dichiarazioni di Napoleone Cera aprono, seppur indirettamente, il tema più ampio della tenuta dei collegamenti nelle aree interne, spesso penalizzate dalle logiche del mercato. Se da una parte la normativa europea e nazionale tutela la libertà d’impresa dei vettori, dall’altra rimane aperta la sfida per le istituzioni: individuare strumenti che possano garantire il diritto alla mobilità dei cittadini di comuni come San Marco in Lamis, evitando l’isolamento dei territori pur nel rispetto delle dinamiche economiche di settore.
Il confronto resta aperto: da una parte l’istanza sociale di un servizio essenziale, dall’altra la realtà normativa che pone il trasporto nazionale al di fuori della programmazione pubblica diretta.
