Negli anni Cinquanta, Giuseppe “Peppino” Petrucci (classe 1935) inizia il suo viaggio nel mondo della musica acquistando una fisarmonica da un venditore di Sannicandro Garganico, grazie all’aiuto di Tonino Lombardozzi, che gli dà anche le prime lezioni. Un decennio intenso, quello tra il 1954 e il 1964, in cui Peppino non solo si afferma come musicista, ma soprattutto come maestro di fisarmonica, lasciando un segno profondo nella scena musicale locale.

La scuola di fisarmonica e l’eredità di Farfisa.
Grazie alla collaborazione con Farfisa, celebre marca di fisarmoniche, Peppino apre un Centro Didattico in via XXIV Maggio, diventando un punto di riferimento per giovani aspiranti musicisti. Tra i suoi trenta allievi, molti sono caduti nell’oblio, ma uno in particolare ha brillato: Angelo Iannantuono, che negli anni Sessanta suonerà in formazioni come Arcangelo e il suo Complesso, portando avanti la lezione del maestro anche in concerti nostalgici fino ai giorni nostri.
Walter Pitet: la band che ha fatto ballare il paese.
La sua creazione più originale fu il gruppo Walter Pitet, nato alla fine degli anni Cinquanta con musicisti del calibro di Matteo Napolitano, Antonio Verde, Luigi De Carolis e Matteo Vigilante. Un ensemble che animava matrimoni, serate danzanti e serenate, ma soprattutto un gruppo di amici uniti dalla passione per la musica. Peppino, sarto di professione (ereditata dal padre emigrato in Australia), disegnò persino le loro divise, immortalate in una foto del 1959.
Il nome Walter Pitet nasce da un caso di omonimia con un artista napoletano, scelto quando Peppino depositava le sue composizioni presso le Edizioni Musicali italiane. Scrisse una quindicina di brani, alcuni con testi dedicati alla moglie e a Borgo Celano, luogo a cui rimase sempre legato.
Borgo Celano e l’impegno sociale.
A Borgo Celano, dove si trasferì grazie alle cooperative edilizie Santa Rita, Peppino fondò l’Associazione Arisboc, poi diventata Pro Loco, promuovendo eventi culturali, culinari e sportivi che ancora oggi vengono ricordati con affetto.
L’addio alla musica e una nuova vita.
Nel 1964, ottenuto un posto tra i vigili urbani, Peppino fu costretto a abbandonare la musica per via delle incompatibilità imposte dal comando. Con dolore, appese al chiodo la sua amata Victoria Accordion Cromatic (sostituta della storica Settimio Soprano Farfisa) per dedicarsi a un nuovo capitolo della sua vita.
Ma la sua eredità musicale, fatta di note, passione e insegnamenti, non è mai svanita. Peppino Petrucci rimane una figura indimenticabile, un uomo che ha fatto della musica un dono per la sua comunità.
Luigi Ciavarella – Sanmarcopop
