Il teatro itinerante all’aperto è quanto di più spontaneo e naturale ci possa essere se non altro per quel rapporto sincero e quella vicinanza che si stabilisce tra luoghi artisti e spettatori. Un rapporto che non può che generare consenso unanime. Se poi aggiungi la bravura e la professionalità di una Compagnia già nota in paese per i suoi meriti artistici allora il risultato non poteva essere che positivo. D’altra parte la loro idea si è rivelata vincente. Portare il teatro popolare vernacolare nei rioni principali del paese, con un testo intrigante molto popolare (“Chi ce fa li fatte sova campa cent’anne”, scritto da Ilaria D’Augello) che racconta vizi e virtù di una piccola comunità, pettegola e impicciona, attraverso una performance irresistibile da parte di un ensemble teatrale, la benemerita “Li Voce de Jinte” (il richiamo al teatro del grande Eduardo è chiaro e rispettoso), in una bella serata d’agosto poi, con una platea numerosa e divertita, non potevamo che unirci al plauso del paese per questo bel regalo che la compagnia ha voluto farci.
Luigi Ciavarella


