SAN MARCO IN LAMIS – Arriva un chiarimento definitivo dalla magistratura contabile pugliese: chi amministra consorzi tra enti locali non può percepire alcuno stipendio, gettone o indennità. La Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Puglia, con la deliberazione n. 201/2025, ha ribadito il principio di gratuità assoluta per gli incarichi amministrativi nelle forme associative.
Il caso: il quesito di San Marco in Lamis.
Tutto nasce da una richiesta di parere formulata dal Comune di San Marco in Lamis, come noto diretto dal sindaco Michele Merla, che poneva dubbi sui gettoni di presenza ai rappresentanti del Consorzio per l’integrazione e l’inclusione sociale, che comprende il già citato Comune di Comuni di San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico e Rignano Garganico. L’ente chiedeva se i fondi versati a un’azienda consortile per la gestione dei servizi sociali fossero da considerare “contributi a carico della finanza pubblica”, condizione che avrebbe fatto scattare il divieto di compensi previsto dal decreto-legge 78/2010.
La risposta della Corte è andata oltre il semplice quesito, chiarendo che il divieto non dipende dalla provenienza dei soldi, ma dalla natura stessa dell’ente.
Cosa stabilisce la deliberazione.
Secondo i magistrati contabili, per i consorzi nati secondo l’art. 31 del TUEL (Testo Unico Enti Locali), non ci sono zone grigie:
- Gratuità inderogabile: gli amministratori non possono ricevere emolumenti, indipendentemente dai finanziamenti ricevuti dal consorzio.
- Solo rimborsi spese: è ammesso esclusivamente il rimborso delle spese documentate, entro i limiti previsti dalla legge.
- Riferimenti normativi: la Corte ha specificato che si applica l’articolo 5, comma 7, del DL 78/2010, che impone il regime di gratuità per tutte le forme associative tra enti locali che gestiscono servizi e funzioni pubbliche.
Un orientamento consolidato.
Non si tratta di una novità isolata, ma di un principio confermato dalla Sezione delle Autonomie e dalla Corte Costituzionale. L’obiettivo è chiaro: razionalizzare la spesa pubblica e garantire che le risorse destinate ai servizi ai cittadini non vengano disperse in costi di rappresentanza o poltrone.
In sintesi: cosa cambia per i consorzi?
| Elemento | Regola attuale |
|---|---|
| Gettoni di presenza | VIETATI |
| Indennità di funzione | VIETATE |
| Compensi extra | VIETATI |
| Rimborsi spese | AMMESSI (nei limiti di legge) |
Questa decisione rappresenta un monito per tutti i comuni della Capitanata e della Puglia impegnati nella gestione associata dei servizi: la trasparenza e il risparmio restano la priorità.
