Riceviamo e pubblichiamo una nota del movimento politico Ricominciamo.
L’idea di una città più smart e vicina ai bisogni di chi la vive non è più solo un progetto teorico, ma una proposta concreta depositata ufficialmente lo scorso 26 gennaio 2026. La comunità “RICOMINCIAMO” ha infatti presentato al Sindaco Michele Merla e all’intera Amministrazione di San Marco in Lamis un piano per adottare “COMUNI-CHIAMO”, un’applicazione pensata per trasformare lo smartphone in uno strumento di partecipazione attiva.
Perché un’App?
L’obiettivo dichiarato è quello di abbattere le barriere comunicative. Oggi, gestire i servizi pubblici richiede trasparenza e velocità di risposta. L’adozione di una piattaforma già collaudata in molti altri comuni italiani permetterebbe di centralizzare le segnalazioni che spesso si perdono nel passaparola o in canali non ufficiali.
Come cambierebbe la vita quotidiana.
Immaginate di camminare per strada e notare una buca pericolosa o un lampione spento. Con questa app, basterebbe scattare una foto georeferenziata e inviarla direttamente agli uffici competenti, potendo poi monitorare sul telefono lo stato di avanzamento dei lavori. Ma non finisce qui. Il sistema diventerebbe un vero e proprio assistente tascabile:
- Informerebbe in tempo reale sulle farmacie di turno.
- Invierebbe notifiche per le allerte meteo o variazioni improvvise della viabilità.
- Terrebbe aggiornati i cittadini sul calendario della raccolta differenziata, evitando dubbi o dimenticanze.
Un vantaggio per l’Amministrazione.
Non si tratta di un beneficio solo per chi segnala, ma di una vera e propria boccata d’ossigeno per la macchina comunale. Grazie alla georeferenziazione automatica e alla catalogazione dei dati, l’Amministrazione potrebbe intervenire con più precisione, riducendo sprechi di tempo e costi legati alla burocrazia cartacea. L’app fornirebbe inoltre una “mappa” costante delle criticità del territorio, permettendo di pianificare meglio le manutenzioni.
Sicurezza e trasparenza.
Un punto fondamentale della proposta riguarda la chiarezza: l’app non è un sostituto dei canali di emergenza. Per situazioni di pericolo grave, i cittadini dovranno continuare a rivolgersi ai numeri tradizionali come il 112 o il 115. Dal punto di vista della privacy, il sistema è progettato per essere sicuro e accessibile a tutti, indipendentemente dall’età o dalle competenze tecnologiche.
Il percorso proposto.
La comunità “RICOMINCIAMO” non si limita a lanciare l’idea, ma suggerisce una tabella di marcia serrata: dopo una valutazione tecnica iniziale e l’eventuale approvazione della Giunta, si potrebbe arrivare a una piena operatività entro agosto 2026. Per quanto riguarda i costi, l’invito è quello di guardare alle opportunità offerte dal PNRR per la digitalizzazione delle PA o ai fondi regionali.
In conclusione, la proposta punta a ricostruire quel legame di fiducia tra istituzioni e cittadini che spesso si incrina per mancanza di comunicazione. Resta ora da vedere come l’Amministrazione accoglierà questa sfida verso la modernizzazione.
