I presidenti dell’Arciconfraternita dei Sette Dolori e dell’Associazione “Le Fracchie” scrivono al presidente del Consiglio Comunale Annalisa Sassano e ai Consiglieri Comunali di San Marco in Lamis: “no ad un evento che faccia da risonanza per alcuni politici”.

Ecco la missiva dei due sodalizi indirizzata all’Avv. Annalisa Sassano e al Consiglio Comunale di San Marco in Lamis. La nota è molto pesante. Scopriamo assieme di cosa parlano.

LA LETTERA.

Al Presidente del Consiglio Comunale di San Marco in Lamis

Ai consiglieri del Comune di San Marco in Lamis

Esimio Presidente e membri del Consiglio Comunale,

ci rivolgiamo a voi in qualità di organo super partes, per esporVi quanto sotto riportato dopo l’evento delle Fracchie 2022 e dopo la pubblicazione delle delibere/determine di rendicontazione sulle spese sostenute per la gestione della settimana santa. Come Arciconfraternita e Associazione ci siamo chiesti se esternare il nostro pensiero oppure lasciar correre, ma considerati i principi statutari per i quali ci siamo costituiti, abbiamo ritenuto fosse giusto e doveroso farlo con il solo il fine di avere chiarimenti sulla gestione e l’organizzazione della manifestazione per una questione di correttezza e trasparenza, sia nei nostri confronti sia verso i cittadini tutti.

Giusto come promemoria, è opportuno innanzitutto ricordare che esiste un regolamento, approvato all’unanimità con la Delibera del Consiglio Comunale nr. 12 del 2017 che, per una corretta organizzazione dell’evento, distingue i tre seguenti ruoli: religioso, amministrativo e socio-culturale.

In breve, il regolamento riconosce che la Processione della Madonna Addolorata accompagnata dalle Fracchie, sotto l’aspetto meramente religioso, sia gestita e organizzata dall’Arciconfraternita dei sette dolori, come da mandato del 1873 del Vescovo di Foggia.

All’Amministrazione Comunale spetta l’organizzazione tecnica amministrativa dell’evento, della logistica, dell’acquisto della legna necessaria, la sicurezza, la viabilità, i parcheggi, la segnaletica, in ciò avvalendosi della Polizia Municipale, delle Forze dell’ordine presenti sul territorio e del prezioso ausilio delle associazioni volontarie di protezione civile.

Infine, il ruolo socio-culturale è affidato all’associazione denominata “LE FRACCHIE DI SAN MARCO IN LAMIS” con la collaborazione del Sindaco, per la cura della promozione e la divulgazione degli elementi e delle espressioni del patrimonio immateriale relativo a tutto l’insieme delle tradizioni culturali e folkloristiche della settimana santa di San Marco in Lamis.

Che cosa è accaduto invece quest’anno?

Nonostante le diverse richieste d’incontro formali e non inoltrate tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo, solo nel pomeriggio del 17 marzo (a meno di un mese dall’evento) l’Associazione Le fracchie ha avuto modo di confrontarsi con gli assessori delegati al ramo. Nell’incontro questi ultimi hanno subito messo in evidenza, viste le richieste e le pressioni della Regione Puglia, che per l’anno corrente c’era l’esigenza di elevare il livello della manifestazione e che a tal fine era già stata contattata un’agenzia ad hoc che avrebbe curato la promozione e il rilancio dell’evento dopo la pandemia. Appreso quanto già scritto i rappresentanti dell’associazione presenti all’incontro hanno descritto i progetti per cui l’associazione si stava preparando e nonostante la variante organizzativa si proponevano in maniera collaborativa per una migliore riuscita dell’evento. Il giorno seguente a sorpresa, chi di dovere non curandosi del Regolamento delle Fracchie esistente, ha pubblicato un bando di invito aperto a tutte le associazioni per creare un cartellone per la manifestazione.

Non abbiamo condiviso questa insolita forma organizzativa in primis perché non tutte le associazioni hanno finalità statutarie consone alla manifestazione, e poi tale forma non è affatto prevista dal Regolamento citato, e difatti l’associazione Le fracchie di San Marco in Lamis nell’incontro con tutte le altre associazioni tenutosi il 22 marzo a 23 giorni dell’evento, si è limitata solamente a comunicare che per l’anno in corso avrebbe curato solamente i progetti culturali che hanno coinvolto gli alunni dell’Istituto Balilla e i bambini disabili del Centro Valori di San Giovanni Rotondo.

Dopodiché l’Associazione e l’Arciconfraternita sono rimaste a osservare le azioni messe in campo dall’Amministrazione che come più volte è stato detto avrebbero dovuto “alzare l’asticella”.

Quello che è successo dopo è stato sotto gli occhi di tutti:

– una promozione pubblicitaria ritardata dell’evento, accompagnato da un comunicato incurante affatto dell’aspetto religioso che somigliava più a un’effimera propaganda politica che a una presentazione e promozione dell’evento stesso. Locandine, manifesti e banner affissi a pochi giorni dall’evento solo nel territorio comunale che tra l’altro insieme alla manifestazione del giovedì Santo hanno assorbito la maggior parte delle risorse economiche messe a disposizione.

– Abbiamo letto e non potuto condividere le inesattezze scritte sulla pagina ufficiale della Città di San Marco in Lamis e riportate ancora nel video targato sempre città di San Marco in Lamis realizzato probabilmente per la promozione della processione: “Tornano le Fracchie, le lunghe torce di legno infuocate che guidano Maria, una madre alla ricerca del corpo di suo figlio morto in croce per noi”. Chiariamo subito che la processione con le fracchie fino al 1956 si svolgeva il giovedì Santo e queste hanno la funzione di illuminare il percorso della Madre dolente alla ricerca del proprio Figlio, che non è morto, bensì come scrivono i Vangeli, è stato arrestato. Su questo e per maggiori altre informazioni sulla storia e il perché delle fracchie è stato creato un apposito sito internet www.lefracchie.eu, che tra l’altro per il suo valore culturale e storico è ben pubblicizzato sul sito ufficiale del Comune di San Marco in Lamis.

– Abbiamo visto raccontare la tradizione più sentita e amata dai sammarchesi da persone che, se pur di fama nazionale, non conoscono la storia e il vissuto di questo paese tramite la lettura di poesie di J. Tusiani in italiano e non in vernacolo sminuendone, sempre a nostro avviso, il valore culturale.

– Non abbiamo letto alcuna ordinanza che disciplinasse come previsto il numero e la grandezza delle fracchie.

– Durante la manifestazione, inoltre, sono stati distribuiti pass e borse che riportavano l’immagine delle fracchie e della Madonna recanti i loghi di una delle associazioni di Protezione Civile, del Comune di san Marco in Lamis, della Pro Loco Serrilli e Fir CB, ci chiediamo: qual’ era la loro funzione?

– Ancora sui social a seguito di un articolo titolato “Fracchie e Via Francigena: storia e cultura di San Marco acquistate e vendute nel silenzio di tutti” pubblicato dalla testata sanmarcoinlamis.eu abbiamo letto un commento nel quale un membro dell’Amministrazione scrive: ”Facciamo un po’ di chiarezza. La legge regionale sui rituali del fuoco assegna ai comuni che rientrano nell’apposito elenco somme per gli eventi legati ai rituali del fuoco (dunque anche le Fracchie), comprese le spese per la promozione e la pubblicità. Si tratta di somme che vengono anticipate dal Comune e recuperate per intero.” Ci dispiace non è così, la legge regionale riconosce sì un contributo ai comuni che sono iscritti nel registro dei rituali legati al fuoco, ma solamente dopo un bando che attribuisce un punteggio alla manifestazione e in base a quest’ultimo assegna la quota. Si ricorda che la legge mette a disposizione in totale € 100.000, che sono suddivisi come già anticipato tra tutti i comuni (ad oggi 26) iscritti nel registro e non risarcisce assolutamente per intero, come riportato erroneamente, l’intero ammontare delle spese sostenute.

Siamo rammaricati che quest’anno l’Amministrazione non si sia ricordata del regolamento e non abbia riconosciuto i ruoli dell’Arciconfraternita e dell’Associazione nate esclusivamente per promuovere, proteggere e perpetuare nel tempo la tradizionale processione delle fracchie, che mai si sono sottratte agli impegni presi e ai vari incontri a tema. E ancora peccato che nessuno abbia ricordato i risultati ottenuti con le esigue risorse economiche derivanti dall’autotassazione dei soci, dagli aiuti economici di alcuni amici imprenditori e dell’Amministrazione comunale, con la quale nelle edizioni precedenti abbiamo sempre condiviso e collaborato per la miglior riuscita della manifestazione.

Concludendo, non abbiamo rancori nei confronti di nessuno, né vogliamo primeggiare ad ogni costo né tantomeno fare polemica, ma la delusione, la preoccupazione e tanti interrogativi costituiscono le motivazioni di questa missiva; confidiamo nel fatto che il Consiglio Comunale voglia discutere tale tematica per chiarire e dare risposte per il futuro, anche perché a questo punto l’Arciconfratenita dei Sette Dolori insieme all’Associazione Le fracchie hanno bisogno di capire, per poter continuare ad operare, se hanno ancora la fiducia e la collaborazione da parte del Consiglio Comunale e dell’Amministrazione tutta.

Duole doversi fare tali domande, perché sono ben altri i quesiti che dovremmo porci. A nostro avviso, se si continua a perseguire la strada intrapresa, si rischia di trasformare un evento religioso-folkloristico-popolare in un evento strumentalizzato per il vanto della politica del momento, né tantomeno si può, per avere maggiore attrattività turistica, eccedere in spettacolarizzazione che ne muterebbero la natura. Chi ama Le Fracchie di San Marco in Lamis, dovrebbe parlare di come renderle veramente sicure, di come riuscire a ridurne il numero, di quali azioni compensative possono essere adottate in termini ambientali, di come coinvolgere la comunità sammarchese in tutto il mondo e molto altro ancora.

Come al nostro solito, rimaniamo a disposizione per qualsiasi e ulteriore chiarimento e cogliamo l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.

Associazione “Le Fracchie”
Arciconfraternita dei Sette Dolori
San Marco in Lamis (FG)

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