Nel nuovo numero della rivista “FRONTIERE” (n. 41), organo del Centro Studi “Joseph Tusiani” di San Marco in Lamis, si rinnova un percorso editoriale e culturale ormai consolidato: quello della riscoperta della memoria storica dell’emigrazione italiana e della valorizzazione delle radici identitarie delle comunità del Sud.
Un lavoro che non si limita alla dimensione accademica o narrativa, ma che diventa strumento di riflessione civile, ponte tra passato e presente, e soprattutto testimonianza viva di un fenomeno che ha segnato profondamente la storia italiana contemporanea.
L’emigrazione come chiave di lettura della storia italiana
Il numero 41 di “Frontiere” si inserisce in un filone tematico preciso: l’emigrazione italiana verso le Americhe, l’Africa, la Francia e l’Australia, con particolare attenzione alle vicende umane, alle biografie e alle memorie familiari.
Il fenomeno migratorio viene affrontato non solo come movimento demografico, ma come esperienza esistenziale collettiva: la partenza, il distacco, il lavoro all’estero, la costruzione di nuove identità e, spesso, la difficile ricomposizione del legame con la terra d’origine.
In questo senso, la rivista assume un ruolo fondamentale: dare voce a storie che rischierebbero di rimanere disperse nella memoria privata delle famiglie.
Il Centro Studi “Joseph Tusiani” e la cultura della memoria
Alla base del progetto editoriale vi è il lavoro del Centro Studi “Joseph Tusiani” di San Marco in Lamis, realtà culturale profondamente radicata nel territorio del Gargano.
Il Centro porta avanti da anni un’attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione dedicata alla letteratura, alla storia locale e alla diaspora italiana. La scelta di intitolare il Centro a Joseph Tusiani non è casuale: il poeta e scrittore italo-americano rappresenta infatti una delle più alte espressioni della letteratura dell’emigrazione, capace di raccontare con intensità il doppio sguardo tra Italia e Stati Uniti.
“Frontiere” si inserisce proprio in questa tradizione: quella di una cultura che non dimentica, ma che anzi trasforma la distanza geografica in strumento di conoscenza.
Biografie, storie e memoria collettiva
Tra i contributi presenti nel numero 41 emergono saggi e approfondimenti dedicati a figure legate al mondo dell’emigrazione e della cultura italiana nel mondo.
Le biografie diventano il cuore narrativo della rivista: storie di uomini e donne che hanno attraversato continenti, vissuto guerre, ricostruito vite altrove e mantenuto un legame, spesso invisibile ma profondo, con le proprie origini.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla ricostruzione delle radici familiari e alle genealogie migratorie, attraverso un lavoro di ricerca che intreccia fonti storiche, testimonianze e archivi.
Un ponte tra passato e presente
Uno degli aspetti più significativi del numero 41 è la capacità di rendere attuale il tema dell’emigrazione.
Se nel passato il fenomeno riguardava la partenza verso terre lontane, oggi si riflette in nuove forme di mobilità globale: giovani che lasciano l’Italia per studio o lavoro, professionisti che si spostano in Europa o nel mondo, comunità che si ricompongono a distanza attraverso la tecnologia.
“Frontiere” mette in dialogo queste due dimensioni, mostrando come il tema dell’identità non sia mai statico, ma in continua evoluzione.
Il valore culturale per il territorio del Gargano
La rivista e il lavoro del Centro Studi rappresentano anche un presidio culturale importante per il Gargano e per il territorio di San Marco in Lamis, che diventa così punto di partenza e di ritorno di una narrazione più ampia.
In un’epoca in cui molte realtà locali rischiano di perdere la propria voce culturale, iniziative come questa restituiscono centralità alla memoria e alla ricerca storica, trasformando un piccolo centro in un laboratorio di cultura condivisa.
Conclusione: la memoria come responsabilità collettiva
Il numero 41 di “Frontiere” non è soltanto una pubblicazione, ma un atto di responsabilità culturale.
Raccontare l’emigrazione significa raccontare una parte fondamentale dell’identità italiana. Significa ricordare le fatiche, le speranze e le trasformazioni che hanno costruito il tessuto sociale di intere generazioni.
In questo senso, il lavoro del Centro Studi “Joseph Tusiani” rappresenta una forma concreta di resistenza alla dimenticanza: una “frontiera” non come limite, ma come spazio di incontro tra storie, persone e culture.
E proprio in questo spazio si colloca il valore più profondo della rivista: trasformare la memoria in futuro.
