
Si è svolto ieri il secondo appuntamento della rassegna teatrale dell’Auser di San Marco in Lamis, un evento che ha saputo unire cultura, riflessione e intrattenimento. Prima dell’inizio dello spettacolo, è stato ribadito l’importante obiettivo della rassegna: combattere la mediocrità culturale che si diffonde, oggi più che mai, attraverso i social, spesso veicoli di disinformazione. È stata poi ricordata la tematica centrale della rassegna, la libertà, non solo come capacità di fare ciò che si desidera, ma soprattutto come la facoltà di scegliere ciò che non si vuole fare, e ciò che si rifiuta di subire.
La serata ha preso il via con lo spettacolo “La solitudine di una donna”, diretto da Tonia Avellano, che ha interpretato anche il ruolo della protagonista, affiancata da Sara Bocola e Cristian Busico. Un’interpretazione superlativa che ha saputo alternare momenti di tragico realismo a sprazzi di commedia, comicità e sarcasmo.
Al centro della scena, il personaggio di Maria, interpretato magistralmente da Tonia Avellano, che, dialogando con la “dirimpettaia” (Sara Bocola), ha raccontato uno spaccato doloroso della vita femminile. Maria vive sotto una pressione costante: vessata da un cognato con pulsioni morbose, oggetto di sguardi voluttuosi di un vicino invadente, e perseguitata da uno stalker telefonico che la tormenta con telefonate oscene. Attraverso la sua narrazione, lo spettacolo ha offerto un quadro lucido e amaro delle difficoltà quotidiane che molte donne ancora oggi affrontano in una società che, nonostante i progressi, fatica a rispettare pienamente i generi.
Il finale, intenso e commovente, ha scosso profondamente il pubblico, regalando momenti di riflessione su temi quanto mai attuali. L’ovazione che ne è seguita ha sancito il successo della serata, sottolineando l’impatto dello spettacolo sull’intera comunità. Fondamentale il contributo tecnico di Simone Papagno al service e Maurizio Napolitano alla parte tecnica, che hanno garantito una messa in scena impeccabile.
Un ulteriore elemento di valore è stato dato dalla partecipazione di un gruppo di giovani, che si sono uniti alle iniziative dell’Auser, dimostrando che il teatro e la cultura possono ancora attrarre e coinvolgere le nuove generazioni. Con il secondo spettacolo, la rassegna teatrale dell’Auser si conferma un’iniziativa di grande spessore, capace di unire intrattenimento e impegno sociale, e di lasciare un segno profondo nella comunità. Prossimo appuntamento in calendario? Il 22 febbraio con “ Mobidik” .Gli spettatori già non vedono l’ora di scoprire cosa riserverà la terza serata.
