“NA COSA SOLA”, MIKALETT TORNA A CANTARE L’AMORE D’ALTRI TEMPI.
“Jè bbèlle resbegghiareme
cu tté sèmpe allu quarte,
cu ssu vise sèmpe ggiὀne
e lla passione sèmpe ncòre.”
Dopo Cigolette, Mikalett sembra voglia continuare a battere il terreno della struggente nostalgia poiché anche stavolta, attraverso questa canzone fresca di stampa dal titolo “na cosa sola“, (Video sotto) torna ad insistere sul tema del confronto con il passato (il dopoguerra) sollecitando la sua ispirazione volgendo lo sguardo indietro nel tempo verso quelle canzoni che avevano si una loro semplicità di fondo, sorgevano spontanee, ma si scrivevano col cuore.
L’amore è quindi il sentimento che domina questa canzone, con testo composto in versione dialettale da Antonio Villani, che sembra voler risvegliare tutti quei ricordi che appartengono ad un universo lontano quando l’amore era davvero un sentimento forte che univa due cuori palpitanti, l’unione di due innamorati in una cosa sola, come ci suggerisce il bel titolo di questa ardente canzone.
La bellezza di risvegliarsi insieme cá½€me n’èrla e nnu cérre (come edera e un albero) oppure il piacere di passeggiare abbracciati (nuua stame appeccecate), sono il nutrimento dell’amore, quello universale, soprattutto se si guarda al passato quando questo legame era per la vita, nel bene e nel male.
La canzone possiede un andamento volutamente retrò grazie non soltanto alla musica scritta da Mikalett ma soprattutto dovuto agli arrangiamenti curati da Ciro Iannacone, che anche stavolta è riuscito a creare in sala quei suoni adeguati alla natura del testo, e ad Angelo Iannantuono, storico fisarmonicista del luogo, per aver saputo sottolineare col proprio strumento i momenti salienti del brano, riportando indietro le lancette dell’orologio per la gioia di coloro che amano questi riverberi, trasportandoci così in un passato che vive tra noi nonostante tutto.
Luigi Ciavarella

