Tornano, a distanza di sei anni dalla loro ultima apparizione, gli amici della Putèca, l’Associazione dei poeti dialettali sammarchesi costituitesi nel 2011 col proposito di scrivere e diffondere il verbo dialettale in ogni luogo, attraverso la pubblicazione di un volume scritto a più voci come vuole la tradizione, e l’annuncio della presentazione dello stesso al pubblico previsto per il 5 giugno prossimo alle ore 18.00 presso la sala del Centro sociale Polivalente in via Pozzo Grande.

Una forma di resistenza encomiabile se è vero che la parola vernacolare, sia scritta che musicata nonché parlata, resiste bene alla variabilità del tempo grazie alla costante sollecitazione che essa riceve attraverso la pubblicazione di vari libri di poesia, canzoni con testi dialettali, teatro vernacolare, nonché i preziosi studi della ricercatrice Grazia Galante riguardo la nostra tradizione popolare. Argomenti ben accolti da un pubblico sempre attento e numeroso.
D’altra parte gli amici della Putèca hanno solide radici a cui riferirsi. Non dobbiamo dimenticarci che i nostri maggiori poeti (Francesco Paolo Borazio e Joseph Tusiani) si sono espressi in vernacolo ottenendo per questo quel grande meritato riconoscimento da parte della cultura non soltanto cittadina, specie Tusiani, che ancora oggi essi godono.
Il libro ha per titolo “Penzére e paròle ammiskate” e reca in copertina una iconica foto della Padula, immagine molto abusata ma sempre ben accolta per la grande emozione che suscita soltanto a guardarla. Un misto di pensieri dunque come d’altronde è facile da immaginare vista l’eterogeneità delle voci in campo.
Si tratta di undici Autori tra cui Marika Di Carlo, ultima arrivata ad occupare un posto tra le file di una compagine che invece allinea altri dieci poeti già notoriamente presenti da tempo sulla scena dialettale. Si va da Antonio (Tonino) Villani e Pierino Villani che dispongono di ben cinque liriche a testa al contrario di Mario Ciro Ciavarella e Pinuccio La Porta che invece ne hanno soltanto una. Poi abbiamo poesie di Matteo Coco, Michele Giuliani (Mikalett), Leonardo Ianzano, Luigi Ianzano, Mario Stilla (Alexis) e Michele Totta.
Un invito alla lettura (le poesie recano anche una traduzione in italiano in calce al testo), è obbligatorio se non altro per non privarsi del grande piacere di leggere belle liriche dialettali a volte dilettevole altre volte riflessive ma sempre scritte col cuore, genuine e profumate come l’aria di primavera che respiriamo.
Luigi Ciavarella
