Presentato “Il muro”, un romanzo di Giuseppe Delle Vergini. L’evento è avvenuto ieri sera presso l’auditorium della Biblioteca del paese.

di Luigi Ciavarella

Introdotto dal video “Another Brick The Wall” dei Pink Floyd, che lasciava presagire qualche spiraglio di discussione tra il famoso brano del gruppo inglese e i contenuti testuali del romanzo di Giuseppe delle Vergini, (che non c’è stato), la presentazione del volume “Il muro”, ieri sera nell’auditorium della biblioteca comunale ha avuto la sua vetrina mediatica davanti ad un numeroso e attento pubblico, sopratutto studenti del locale Istituto Giannone.

 

Il titolo “Il muro” evoca tante immagini e richiede tante spiegazioni ma, al di là di ogni considerazione che ciascuno può dare del termine, in questo romanzo di Giuseppe delle Vergini vi si narrano le vicende di Ilda e Omar, lei anziana ebrea italiana di Firenze trasferitasi a Gerusalemme (la terra promessa) e lui ragazzino palestinese, costretto a vivere e subire una condizione di vita tremenda e oppressiva in un lembo di terra da sempre terreno di scontro tra opposti estremismi.

L’incontro tra i due avverrà grazie all’amore che essi nutrono per la musica. Da una parte lei, che si è portato dietro dall’Italia un pianoforte, insegnante di musica, e lui giovanissimo volenteroso apprendista di flauto, mentre sullo sfondo troviamo la dura realtà di una città in preda ad uno stato di guerra permanente, di violenza, distruzione e morte, e dove un muro sta separando la vita di due popoli, con tutte le difficoltà che ciò comporta alla comunità palestinese. Ne nasce una bella e tenera storia di amicizia e di dialogo tra due esistenze fragile, lei dominata dal ricordo indimenticabile della Shoah, che ha sterminato il suo popolo, e lui che sta vivendo una realtà altrettanto difficile per le conseguenze di un conflitto che non trova sbocchi di pace. Un muro, sullo sfondo, che la storia ci insegna la sua inutilità, che non può fermare né contenere il flusso delle idee e delle persone e nemmeno garantire la sicurezza di uno Stato. Ma è lì come un mostro di cemento che separa ogni cosa e oscura ogni speranza di pace. Un muro che denuncia la brutalità di tutti i muri della storia.

Vi hanno partecipato alla presentazione Carla Bonfitto, Gian Pasquale La Riccia e padre Stefano De Luca della Biblioteca del convento di San Matteo, oltre ad un nutrito gruppo di studenti dell’Istituto Giannone che ha interagito con l’Autore, facendo crescere un confronto intorno al tema che è stato molto proficuo.

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