SAN MARCO IN LAMIS – Con un intervento secco e privo di zone d’ombra, Angelo Cera interviene nel dibattito politico locale per spegnere sul nascere ogni speculazione. Il “grande vecchio” della politica sammarchese, attraverso una nota ufficiale diffusa sui social, smentisce categoricamente le voci di un presunto accordo con il sindaco uscente Michele Merla e con il Partito Democratico.
”Nessun inciucio, parlo con i fatti”
Cera mette subito le cose in chiaro, rivendicando uno stile politico basato sulla coerenza e allontanando i “rumors” che lo vedevano vicino a manovre di palazzo:
“Non ho mai fatto esternazioni, né pubbliche né private, per accreditare salvatori della patria o per costruire scenari fantasiosi. Non è il mio modo di fare politica.”
Il muro contro l’amministrazione Merla.
Il punto più caldo della dichiarazione riguarda il posizionamento in vista delle prossime elezioni amministrative. Cera chiude la porta a chi ha guidato la città nell’ultimo decennio, scagliandosi contro quella che definisce una gestione che ha isolato San Marco:
- No alla continuità: “non sosterrò mai chi per dieci anni ha consegnato San Marco in Lamis alla sinistra”.
- Difesa del territorio: l’ex parlamentare non dimentica le dinamiche sovracomunali, accusando l’attuale leadership di aver tentato di tagliare fuori la città dalla rappresentanza in Regione Puglia.
”Saremo determinanti a Palazzo Badiale”.
Nonostante la smentita agli accordi attuali, Angelo Cera conferma che il suo gruppo non resterà a guardare. La strategia per il futuro è delineata da tre verbi d’azione: esserci, incidere e cambiare.
“Saremo presenti, saremo determinanti e lavoreremo per incidere sulle sorti di Palazzo Badiale”, assicura Cera, sottolineando che la politica non è improvvisazione ma responsabilità verso la comunità.
La scelta di campo.
La nota si chiude con un appello all’identità cittadina. Cera ribadisce di stare “dalla stessa parte di sempre”, quella di chi non dimentica il passato e punta a una reale alternativa per il governo cittadino. “San Marco merita rispetto”, conclude la nota, lanciando una sfida aperta a chi, a suo dire, ha usato solo operazioni di facciata.
