L’ultimo affondo sulla gestione della sanità in Puglia porta la firma del consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera. La sua è una lucida e durissima analisi politica e amministrativa che apre un caso istituzionale e lancia una sfida diretta al Presidente della Regione, Antonio Decaro, chiamato a rispondere a domande non più rimandabili.
Il messaggio di Cera è netto: se davvero l’aumento delle tasse ai danni dei pugliesi è inevitabile, il Governatore non può più sfuggire al confronto. Deve presentarsi in Consiglio regionale, bilanci alla mano e affiancato dai direttori generali di tutte le ASL delle sei province pugliesi, per spiegare — voce per voce — dove sono finiti i soldi della sanità.
Vent’anni di centrosinistra sotto accusa: il bilancio dei disservizi.
Al centro della denuncia di Cera c’è il rifiuto del continuo scaricabarile verso Roma, una strategia non più sostenibile dopo vent’anni di governo ininterrotto della sinistra in Puglia. Mentre la politica si giustifica, i cittadini si ritrovano a pagare il prezzo più alto, fatto di:
- Servizi sanitari insufficienti e strutture in perenne affanno.
- Liste d’attesa interminabili che costringono i pazienti a rinunciare alle cure o a pagare il privato.
- Il dramma dei “viaggi della speranza” fuori regione per potersi curare.
- La beffa finale di nuove tasse, che peseranno fino a decine di euro al mese sui bilanci di ogni singola famiglia.
“I pugliesi hanno il diritto di sapere perché crescono consulenze, incarichi e costi fuori controllo, mentre negli ospedali mancano personale, medici e servizi essenziali.”
L’appello alla Corte dei Conti: accertare gli sprechi
Per il consigliere della Lega, il pesante disavanzo della sanità pugliese non può essere risanato semplicemente chiedendo altri sacrifici ai contribuenti. Davanti a una gestione dei fondi pubblici che presenta troppe zone d’ombra, Cera invoca con forza l’intervento degli organi di vigilanza dello Stato.
La Corte dei Conti viene richiamata a un preciso dovere morale e istituzionale: avviare verifiche approfondite sulla gestione finanziaria della sanità pugliese, accertando eventuali sprechi, responsabilità amministrative o danni erariali.
”Le tasse non sono la soluzione ai fallimenti della politica”
La linea tracciata dall’esponente del centrodestra ridefinisce i confini della responsabilità politica. Prima di mettere nuovamente le mani nelle tasche dei cittadini, è fondamentale fare piena luce su chi ha gestito, come ha gestito e perché la Puglia sia arrivata a questo punto di rottura.
L’aumento della pressione fiscale non può diventare la soluzione automatica e indolore per coprire i fallimenti amministrativi della politica. Secondo Cera, per uscire da questa crisi servono tre elementi non negoziabili:
- Trasparenza assoluta sui conti e sui costi reali.
- Responsabilità politica da parte di chi ha governato finora.
- Rispetto per la dignità dei cittadini pugliesi.
”La Puglia non è un bancomat a disposizione degli errori della politica: la salute dei cittadini viene prima dei buchi di bilancio”. Conclude Cera.
