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Rifondazione rompe gli indugi: sarà Roberto Cappucci il candidato sindaco. Mentre nel Campo Largo nessun accordo per la candidatura a primo cittadino: non sarà né Maria Fiore (PD, calato dall’altro), né Giuseppe Siena (PD, scelto dalla segreteria).
A poco più di cinquanta giorni dalle elezioni amministrative, il quadro politico a San Giovanni Rotondo resta frammentato e incerto. In questo contesto, il Partito della Rifondazione Comunista decide di uscire allo scoperto e annuncia ufficialmente il proprio candidato sindaco: sarà Roberto Cappucci, segretario cittadino e consigliere comunale uscente.
Una scelta che arriva dopo settimane di trattative fallite all’interno del cosiddetto “Campo Largo” di centrosinistra.
Campo Largo in stallo: nessun accordo.
Il tentativo di costruire una coalizione unitaria progressista si è progressivamente arenato. Secondo quanto riferito da Rifondazione, dopo lo scioglimento del consiglio comunale del 25 novembre, erano stati avviati incontri con le forze di centrosinistra con l’obiettivo di creare un polo politico chiaro, basato su alcuni punti fermi:
- presenza di partiti strutturati
- esclusione delle forze dell’amministrazione uscente
- garanzie di stabilità e competenza amministrativa
Con il passare delle settimane, però, questo impianto iniziale sarebbe venuto meno. Il dialogo si sarebbe riaperto proprio con quelle forze politiche che avevano governato la città negli ultimi anni, snaturando – secondo Rifondazione – il progetto originario.
I nomi saltati: né Maria Fiore né Giuseppe Siena.
A confermare il clima di incertezza è anche la mancata convergenza su un candidato condiviso.
Non saranno infatti né Maria Fiore, espressione del Partito Democratico, né Giuseppe Siena, altro nome indicato dalla segreteria dem, a rappresentare il Campo Largo.
Un ulteriore segnale delle difficoltà nel trovare una sintesi politica.
“Caos e incoerenza”: la rottura di Rifondazione.
Duro il giudizio espresso da Rifondazione Comunista sulla situazione attuale, definita come un vero e proprio caos politico.
Liste che nascono e si sciolgono nel giro di pochi giorni, accordi firmati e poi smentiti nel giro di una notte: uno scenario che ha spinto il partito a sfilarsi definitivamente dal tavolo.
“Abbiamo atteso con pazienza – fanno sapere – ma le solite logiche, i soliti nomi e i soliti calcoli elettorali hanno prevalso”.
Da qui la decisione di correre in autonomia.
La candidatura di Cappucci.
Con la candidatura di Roberto Cappucci, Rifondazione punta a costruire un’alternativa chiaramente di sinistra, fondata su alcuni valori cardine:
- difesa dei principi costituzionali
- attenzione all’ambiente
- solidarietà sociale
- sostegno alle fasce più fragili
Un progetto politico che si rivolge a chi non si sente rappresentato dalle altre opzioni in campo.
“Una sfida difficile, ma necessaria”.
Consapevoli delle difficoltà, i rappresentanti del partito non nascondono la portata della sfida:
“È una sfida titanica, ma non abbiamo paura di affrontarla”.
Un messaggio che punta a mobilitare l’elettorato e a trasformare il malcontento diffuso in partecipazione attiva.
Verso il voto di maggio.
Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio si avvicinano, ma il quadro politico resta in evoluzione.
Nel frattempo, la discesa in campo autonoma di Rifondazione Comunista aggiunge un nuovo tassello a una competizione che si preannuncia aperta e imprevedibile.

