Qualche settimana fa, commentando l’articolo pubblicato da Sanmarconews sulla rinuncia del Comune al progetto PNRR “Stazione di posta”, finanziato per 1.090.000 euro, avevo posto una domanda molto semplice: i 109.000 euro ricevuti come acconto e che oggi il Comune deve restituire al Ministero erano ancora disponibili oppure erano stati utilizzati?
A quella domanda, per quanto mi consta, non è seguita alcuna risposta pubblica.
Ho quindi continuato a consultare gli atti.
Il 21 maggio 2024 il Comune affidava a due tecnici la progettazione esecutiva, la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza e altre attività tecniche relative proprio alla “Stazione di posta”, per un importo complessivo di 84.682,44 euro.
La determina viene allegata a questo post affinché tutti possano leggerla.
Da qui altre domande inevitabili: il progetto esecutivo è stato effettivamente realizzato e consegnato? È stato approvato? I professionisti hanno ricevuto pagamenti, anche parziali? E, durante la gestione del progetto, il Comune si è avvalso anche di società esterne di consulenza o assistenza tecnica? In caso affermativo, per quali attività, per quali importi e con quali risorse?
E soprattutto resta la domanda iniziale: per restituire i 109.000 euro al Ministero vengono utilizzate le stesse somme PNRR rimaste vincolate oppure risorse del bilancio comunale?
Qualora dagli atti dovesse emergere che somme pubbliche siano state effettivamente sostenute o restituite con oneri rimasti a carico del bilancio comunale senza una corrispondente utilità per l’Ente, potrebbe astrattamente porsi anche un profilo di possibile danno erariale, che spetterebbe comunque agli organi competenti accertare.
Non sono accuse. Sono domande fondate su atti pubblici alle quali sarebbe doveroso rispondere con altri atti e con numeri precisi.
Il cittadino deve essere reso partecipe non solo quando gli viene chiesto il voto, ma anche quando chiede spiegazioni e, soprattutto, in questo momento, visto che il paese evidenzia particolari criticità.
La maggioranza ha il dovere di spiegare come è stato gestito un finanziamento pubblico da oltre un milione di euro. Ma anche l’opposizione dovrebbe spiegare quale attività di controllo abbia svolto mentre questa vicenda si sviluppava.
Quando chi governa sembra più impegnato a preservare i propri equilibri e chi dovrebbe controllare appare assente, sono i cittadini che devono prenderne coscienza: senza una consapevolezza diffusa di come viene amministrato il paese, difficilmente potranno maturare le condizioni per cambiarne davvero il modo di amministrare.
Arcangelo Polignone
