Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’on. Angelo Cera, già sindaco della città di San Marco in Lamis, ex-assessore regionale e ed ex-Deputato della Repubblica Italiana.
SAN MARCO IN LAMIS – Non si placa la tempesta politica sul Parco Paleontologico dei Dinosauri di Borgo Celano. Dopo aver chiesto spiegazioni durante l’ultima assise municipale al sindaco Michele Merla (Partito Democrato) e alla sua maggioranza, l’On. Angelo Cera (Viva Sammarco), consigliere di opposizione, passa alle vie formali. È stato infatti protocollato un durissimo esposto-ricorso indirizzato ai vertici del Comune, dal Segretario Generale ai Responsabili di settore, fino al Revisore dei Conti. La maggior parte delle incongruenze denunciate risalirebbero al periodo della Pandemia Covid e poi mai più sistemate dal Parco Nazionale del Gargano (con una stoccata indiretta anche all’attuale commissario dell’Ente, Raffaele Di Mauro di Forza Italia) e dalla Pubblica Amministrazione.

Al centro della denuncia di Cera c’è una gestione definita “illegittima” e “poco trasparente”, che avrebbe privato il Comune di San Marco in Lamis di importanti entrate economiche a favore di una società privata.
Le accuse: “canone irrisorio e mancata gara”.
Secondo quanto si legge nel documento, la convenzione stipulata originariamente dal Consiglio Comunale nel 2017 sarebbe stata “annullata nei fatti” da un nuovo atto del 2019 siglato dall’Ente Parco con la società privata, senza che il Consiglio ne fosse informato o esprimesse il proprio consenso.
Le cifre citate da Cera sono emblematiche:
- 5.000 euro annui: è la somma che il Comune percepirebbe attualmente per la concessione. “Una cifra irrisoria, meno del canone di affitto di un modesto locale commerciale”, attacca il consigliere.
- la scomparsa delle percentuali: la convenzione del 2017 prevedeva che il Comune incassasse una percentuale su ogni biglietto e sul parcheggio, con un sistema di bigliettazione numerata e controllata. Con l’attuale gestione, questo controllo sarebbe svanito.
Cera punta il dito anche sulle modalità di affidamento: la struttura sarebbe gestita da sette anni in via “provvisoria” in attesa di una gara d’appalto che, secondo l’esponente di opposizione, non sarebbe mai stata indetta. “Un affidamento in forma diretta, senza alcuna procedura di evidenza pubblica”, si legge nell’esposto.
Numeri che non tornano.
L’esposto analizza anche i bilanci della società di gestione. Cera rileva come, a fronte di ricavi dichiarati per centinaia di migliaia di euro (oltre 221.000 euro nel 2023), non comparirebbero voci chiare relative alla vendita dei biglietti, ma solo dati “per fini statistici” che renderebbero impossibile un controllo reale sul numero dei visitatori e sugli incassi effettivi.
La richiesta: “revocare la concessione e tutelare i cittadini”.
L’On. Cera accusa gli organi comunali di aver agito con una “precisa volontà di non far emergere la verità”, tenendo il Consiglio all’oscuro per impedire la trasparenza.
Per queste ragioni, il consigliere chiede ufficialmente:
- l’intervento in autotutela per porre rimedio alle illegittimità relative all’approvazione del DUP e del bilancio 2026/2028, che conterrebbero dati non veritieri.
- la revoca immediata della concessione all’Ente Parco, affinché la struttura torni nella piena disponibilità della comunità di San Marco in Lamis.
- una risposta scritta formale per rispetto del diritto dei cittadini di conoscere le sorti del patrimonio pubblico.
“Il Comune non può continuare a permettere al Parco Nazionale del Gargano questo evidente danno economico in violazione di legge”, conclude Cera, richiamando alle proprie responsabilità non solo il Sindaco, ma anche i dirigenti tecnici e i revisori dei conti dell’ente.
Ecco l’esposto presentato dall’On. Cera:


Ecco l’interrogazione nell’ultimo Consiglio Comunale del 20/02/20206:
